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Qual è il gioco di Renzi?

Matteo Renzi è arrivato sulle scene italiane come l’ennesimo fenomeno, un altro “salvatore della Patria” con una ascesa rapida che ricorda quella di altri personaggi della storia d’ Italia, da Mussonoli e Berlusconi.  Renzi è stato salutato da più parti politiche e culturali del Paese (e anche Europee e Statunitensi) come l’uomo giusto per l’Italia, accettato quasi acriticamente dopo una serie di successi politici legati più alla sua immagine che a reali successi in campi amministrativi che abbiano portato grossi benefici a lungo termine.

Matteo Renzi, più di Berlusconi, riesce a dire le cose giuste al momento giusto, tocca tutti i punti dolenti del Paese e fa promesse belissime evitando cadute di tono, si presenta come giovane, moderno, sorridente, proiettato verso il futuro, capace di sfidare il monolitismo italiano ma poi…

Insomma i primi 90 giorni di Governo sono passati e gli effetti non si sono visti, è svanita l’euforia come gli effetti di una sbronza con la birra, le promesse ancora non sono state mantenute, l’Europa che pur ha salutato con felicità l’arrivo di Renzi non gli ha dato ascolto e la linea dell’austerity nei confronti dell’Italia continua insieme allo sguardo severo ed il tetto del deficit. Così come l’economia non ha la ripresa sperata e l’effeto dei famosi 80 euro, per chi li ha avuti, è stato impalbabile anche perché la tassazione rimane elevate e le imprese sono con l’acqua alla gola.

La domanda è quind: quale gioco sta facendo Renzi? Si tratta di un giovane volenteroso ma che si scontra con la dura realtà italiana che gli va contro? Non è colpa sua se le cose non vanno a buon fine? O forse è solo l’ennesimo lupo che si è mascherato per qualche momento da “pecora”? O sta operando dentro una strategia internazionale che deve ridefinire il ruolo dell’Italia nel mondo, rimpicciolendolo sempre di più, distruggendo la sua industria e la sua economia, e portando i cittadini ad accettare pesanti contrazioni di stipendi e stato sociale?

La configurazione della Unione Europea sembra andare in questa direzione: tecnocrati e burocrati alleati del potere finanziario che disegnano un mondo di pochi ricchi e molti quasi-poveri, un ceto medio traballante che non conoscerà più pace. E Renzi, arrivato al potere senza nessuna consultazione democratica che lo avesse portato in Parlamento, ricorda più un dittatore che dice “o si fa come dico io o tutti a casa” che uno statista lungimirante.

Tra Russia ed Ucraina la guerra è mediatica

ucraina democratico

un democratico ucraino a Piazza Maidan…con simboli neofascisti.

Da mesi ormai si parla di guerra tra Russia ed Ucraina, una guerra vissuta molto “caldamente” dai media Occidentale e dai Governi che ne hanno fatto una guerra mediatica, un conflitto di propaganda.

Senza voler essere “complottisti” ci sono prove lampanti che i disordini in Ucraina (così come tante altre rivoluzioni e Primavere recenti) siano state pilotate da agenti disturbatori che lavoravano in chiave filo-statunitense. Attenzione: non sto sostenendo che il deposto Ianukovich fosse un grande statista preoccupato per il benesse della nazione, ma solo che l’interesse Occidentale per il popolo ucraino si stato sopratutto catalizzato da alcuni Governi per sottrarre una zona di interesse alla Russia di Putin. Ecco dei fatti bizzarri riguardo alla Rivoluzione Ucraina su cui vale la pena riflettere:

  •  La presenza di agenti CIA a Piazza Maida (un documento sequestrato apparteneva ad un Agente CIA ufficialmente accreditato)
  •  Il fatto che diversi gruppi neo-nazisti e para militari fossero i principali sostenitori e militanti della rivoluzione Ucraina.

Il secondo fatto apre ulteriori spunti di riflessione: Putin è accusato di essere un ultra-tradizionalista e di guidare la Russia con demagogia, mentre in Italia la rivoluzione in Ucraina ci veniva raccontata come una lotta degli Ucraini per entrare nell’Unione Europea (situazione paradossale: l’UE è una casa che sta andando a fuoco, l’economia non si riprende, anche la Germania rallenta e alle Europee gli euro-scettici hanno stravinto, ma gli Ucraini preferivano l’UE della disoccupazione e dell’austerity ad una alleanza dell’est con una potente Russia in crescita e pieno sviluppo economico). Insomma se Putin è un personaggio che piace a molti euroscettici europei tra cui sopratutto quelli dell’estrema destra, come è possibile che dei neo-nazisti ucraini fossero filo UE? Quella stessa UE che promuove una visione del mondo assolutamente diversa da quella dei neo-nazisti cioè fatta di multiculturalismo, frontiere aperte, diritti per gli omosessuali? Qual’è sarà il prezzo di questo appoggio?

Contro la Russia con amore

A questo punto le risposte sono due: o i media Europei hanno semplicemente strumentalizzato la situazione ucraina in una visione filo-UE oppure bisogna andare a tesi più complottiste: quei neonazisti hanno una contropartita e forse una Ucraina Europea non sarà proprio così europea a livello di società e cultura, oppure quei neonazisti erano solo un false flag fatto male, mercenari stranieri pagati da qualcuno che si sono cuciti addosso la prima bandiera che gli è venuta in mente.

Il risultato della campagna anti-russa nei media si è visto per esempio ad Eurovision: contest musicale in cui la politica non dovrebbe entrare ed anzi dovrebbe essere un occasione di unione, ma in cui le concorrenti russi venivano sistematicamente fischiate dal pubblico bombardato di ideologia anti russa.

Avviso: non sto qui a difendere la Russia, ma lo spirito critico. Insomma perché dobbiamo avercela per forza con la Russia: ha solo difeso i suoi interessi nell’area, interessi che a livello geografico e culturale dovrebbero essere molto più intensi che quelli degli USA che invece hanno sempre fatto un grande lavoro di intelligence in Ucraina proprio per controllare i Russi (altra conferma viene dal fatto che appena dopo i fatti di Maidan il numero uno della CIA Brennan è volato a Kiev in tutta fretta incontrando i capi della rivolta) perché i russi non dovrebbero sostenere la popolazione filo-russa. Nella confusione dei media allineati all’asse USA-UE dimentichiamo che l’Ucraina ha almeno il 50% filo russa, ed i legami culturali tra questi due Paesi sono fortissimi, anzi i regni Ucraini medioevali fondati da Vichinghi “slavizzati” sono stati fondamentali per lo sviluppo della Russia come entità nazionale: questi regni erano detti appunto Rus, da cui il Paese prese il nome.

La Russia è il Paese più grande del pianeta, con enormi risorse minerarie e naturali, un esercito potente, una cultura antica e che oggi dopo l’epoca post-sovietica sembra aver trovato di nuovo un suo posto nel mondo, grazie anche alla svolta tradizionalista di Putin: tutte ragioni per temere questo Paese che può modificare gli equilibri tra Europa ed Asia, ostacolare il gigante malato Stati Uniti. Eppure la Russia non si può attaccare direttamente: troppo forte economicamente, i suoi ricchi investono in USA ed Europa e le economie in crisi dipendono molto da questi finanziatori, per non parlare delle forniture di gas…

malaysiaInsomma quale miglior attacco nel 2014 che distruggere l’immagine di un Governo e magari arrivare a sollevargli contro l’indignazione del mondo e forse dei suoi stessi cittadini? E poi magari finire in bellezza con un’altra Primavera, una eversione democratica, in cui si sostiuisce un governo autoritario con un altro però allineato ad USA ed Ue in barba ai diritti umani ed all’autodeterminazione (come quella della Crimea, che già da molto tempo lottava per l’indipendenza e che quindi non è certo una manovra russa). Le cose non stanno riuscendo molto bene: dalla Francia è appena stata consegnata in Russia una nave da guerra super tecnologica in barba alle ventilate sanzioni e Putin ha già fatto capire che il debito USA in mano agli investitori Russi potrebbe presto essere sganciato causando un ammanco di circa 135 miliardi di debiti alle casse americane. E che potrebbe anche spingere qualcun’altro nella stessa direzione. Magari i Cinesi che in totale hanno qualcosa come 1000 trilioni di dollari di titoli di Stato USA e che cercano di svincolarsi sempre di più dal dollaro. E se la Russia molla, Cina e Giappone potrebbero iniziare a guardarsi aspettando per vedere chi molla prima, magari senza fare niente di concreto ma causando il panico nei mercati.

E allora visto che le minacce di sanzioni alla Russia non stanno funzionando perché non usare un aereo scomparso ed abbattuto con a bordo tanti civili? Non voglio essere estremo su questo punto: probabilmente qualcuna delle due fazioni ha sbagliato ed ha sparato un missile sull’aereo sbagliato. Però queste prove “inconfutabili” che siano stati i filorussi non ci sono: entrambe le fazioni usano le stesse armi e le uniche prove sono state fornite dagli Ucraini, che non sono certo imparziali e neutrali sulla cosa!

Poi fa pensare un fatto: quante volte nella storia che due aerei della stessa c0mpagnia siano scomparsi e poi scoperti distrutti a distanza di pochi mesi? La Maledizione della Malaysian Airlines o c’è qualcosa che ci sfugge? Forse i civili e le vittime innocenti sono solo pedine per i burattinai del mondo che hanno capito che l’indignazione è più potente della bomba atomica?

Ecco perché oggi conviene comprare prodotti di informatica online

Arriva lo showrooming, ovvero la prova dei prodotti in negozio prima di acquistarli su piattaforme digitali. Una soluzione furba per trovare le migliori occasioni e per comprare i migliori prodotti di informatica online. 

L’era digitale ci sta trasformando, e ce ne rendiamo conto ogni giorno. Fino a qualche anno fa, ad esempio, il processo di acquisto di un prodotto era abbastanza lineare: se avevamo bisogno di qualcosa, per esempio di un personal computer o di un prodotto di informatica, ci recavamo al negozio in cui sapevamo (o speravamo) di poterlo trovare, acquistandolo in pratica a oggi chiusi.

Nei primi tempi di internet, poi, si era diffusa un’altra pratica, ovvero quella di ricercare informazioni online e di acquistare poi “offline”: una tendenza che è stata studiata e battezzata Ropo (Research Online Purchase Offline), che significa appunto l’abitudine a documentarsi in rete su un prodotto prima di acquistarlo fisicamente in negozi.

Oggi però c’è un altro comportamento in grande crescita ed è quello dello showrooming, ovvero cioè visitare il negozio per toccare con mano e da vicino il prodotto e poi procedere con l’acquisto altrove, tendenzialmente online e a un prezzo più basso.

L’acquisto di prodotti, anche di informatica, online sta infatti diventando comune anche in Italia. Anzi, se nel 2004 il valore totale del commercio online in Italia ammontava a poco più di 1,5 miliardi di euro, a fine 2013 sono stati superati i 22 miliardi, una crescita straordinaria e quasi spaventosa.

Secondo una ricerca di Eurispes, ci sono vari fattori che fanno preferire l’ecommerce: al primo posto c’è la prospettiva di un risparmio economico, poi l’ampiezza della scelta offerta dagli store digitali, che rende facile reperire i beni che cerchiamo, così come non sono da sottovalutare la possibilità di fare comparazioni tra prezzi e prodotti, l’opportunità di raccogliere informazioni prima dell’acquisto, il fatto di poter acquistare in ogni momento, con conseguente risparmio di tempo.

Di recente un’indagine ha svelato che quasi la metà delle persone che stava accingendosi ai regali di Natale avrebbe fatto una ricerca online per fare i propri acquisti, alla pari praticamente dei grandi centri commerciali.

Ma più di questi ultimi, internet garantisce una scelta più ampia di prodotti, un notevole risparmio di tempo, nonché la disponibilità immediata di feedback e suggerimenti provenienti da altri utenti che hanno già acquistato quel tipo di prodotto.

Quello che resta uno dei punti forti dei negozi “tradizionali” è la possibilità per i consumatori di affidarsi alla cortesia e all’esperienza del personale. In realtà, però, stanno sviluppandosi sempre più delle realtà solide nell’online che consentono di avere a portata di mano tutti i privilegi dell’assistenza “old style”.

Questo vale in particolare per il settore dell’elettronica e dell’informatica online: basta collegarsi a un sito come ComputerPointBat per verificare non solo quanto sia conveniente acquistare qui i prodotti che ci servono per il nostro lavoro o per il tempo libero, ma anche per scoprire l’eccellente servizio di assistenza tecnica e professionale che potrà risolvere ogni tipo di problema.

E chi utilizza di frequente i computer sa quanto possa essere terribile trovarsi di fronte a un inconveniente, a un guasto improvviso, a un virus che paralizza il sistema operativo o al cattivo funzionamento di qualche componente hardware: tutti interventi che i tecnici di Computer Point potranno effettuare in maniera immediata e sicura, insieme a operazioni come l’installazione di nuove macchine operative o dei software più recenti e gli aggiornamenti sia delle componenti fisiche che dei programmi, necessari per avere strumenti sempre al massimo delle loro potenzialità.

Se invece dobbiamo dedicarci all’acquisto di qualche nuovo prodotto, niente di meglio che navigare in un catalogo davvero vasto, di ottima qualità e delle principali marche: si va da personal computer a notebook, da server professionali a software gestionali, dall’imprescindibile pacchetto Office ai cavi essenziali per collegare tutti i nostri device.

Mars One prepara la Colonia su Marte

mars oneSi chiama Mars One ed ha sede in Olanda ed è una società con un progetto che è già balzato agli onori della cronaca. La Compagnia infatto aveva aperto le selezioni ad aprile dell’anno scorso, invitando tutti  i cittadini della Terra a proporre le loro candidature per formare la prima colonia umana su Marte. Il numero di risposte è stato impressionate: 200.000 volontari si sono iscritti per essere selezionati, coscienti, dato che Mars One lo specificava a chiare lettere, che si stavano proponendo per una missione di sola andata.

Proprio così, i fortunati selezionati saranno 25 e saranno le prime persone a stabilirsi su Marte per sempre, allo scopo di creare una colonia abitabile e sostenibile, ed attendere l’arrivo di altri coloni ogni due anni.Venticinque pionieri per l‘impresa più grande che mai tentata dall’Umanità dai tempi dei miti e delle leggende, che per due anni avranno un bel da fare per creare su Marte le strutture e le condizioni per sopravvivere e garantire la sopravvivenza agli altri intrepidi che arriveranno. Il fatto che le missioni siano tutte di sola andata è un punto importante su cui Mars One ha insistito sia durante la fase delle candidature (chiusa il 31 agosto 2013) sia nelle fasi di selezione. Pensare ad un ritorno è impossibile non ci saranno le risorse economiche ne tecnologiche per pensare di far tornare qualcuno o qualcosa una volta partiti, quindi si tratta di una missione potenzialmente suicida, dato che qualsiasi pericolo incontrato dovrà essere affrontato in loco senza possibilità di tornare indietro.

I 200.000 candidati sono già stati ridotti al numero di mille che nel corso dell’anno verrano filtrati ulteriormente fino a restare qualche decina. Di quelle poche decine tutti verranno assunti da Mars One come astronauti e dal 2015 inizieranno un periodo di sette anni di addestramento, fino al 2013 in cui 25 eletti partiranno. Il costo del primo viaggio, per trasportare i primi coloni e tutto l’occorrente sarà di 6000 milioni di dollari, mentre gli altri viaggi ne costeranno 4000. Il primo gruppo trasporterà materiali e per questo il carico più consistente avrà costi di trasporto più elevati, dato che tra le prime cose da fare ci sarà ad esempio quello di creare un impianto per le produzione di energia solare su una superficie di tre chilometri quadrati con i pannelli che ovviamente ci si porterà “da casa”.

I 1000 canditati rimasti si dichiarano tutti pronti a tutti, con una fede cieca ed addirittura suicida nel progetto che potrebbe essere un enorme balzo in avanti per la specie umana ma anche avere un tragico epilogo. Il 2023 non è molto lontano e gli astronauti sanno anche che per quanto ne sappiamo adesso, un corpo umano non può resistere per più di cinque anni alle radiazioni su Marte.

Nel frattempo Mars One annuncia che l’operazione sarà finanziata tramite il reality show più interessante della storia, dato che l’addestramento, le selezioni finali e tutto quello che faranno i coloni su Marte una volta arrivati, sarà trasmesso. E sicuramente i guadagni su scala mondiale compenseranno i costi. Si tratta di una prospettiva esaltante ed emozionante, colonizzare lo spazio, avere un altro Pianeta a disposizione addirittura più grande del nostro ormai povero e martoriato. Sarà emozionante anche solo vedere le dirette della vita degli astronauti, anche perché, non so voi , ma io una missione di sola andata su Marte non la farei per nulla al mondo. Sono perdutamente innamorato della Madre Terra.

GTA Online, disponibile il primo trailer ufficiale

Seguendo la strada delle principali case produttrici di videogiochi come Bigpoint con i suoi apprezzati giochi flash online o Blizzard famosa per il conosciutissimo World of Warcraft, anche Rockstar Games si adegua al mercato.
Sbarca così sulla rete il primo trailer sul videogame online di GTA, Gran Theft Auto. Il gioco, sarà disponibile dal 1 ottobre di quest’anno per tutti gli utenti che acquisteranno GTA V.