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Monti colpisce ancora: IVA su cartelle esattoriali!

In Italia c’è sempre più dissenso contro questo ente che riscuote i tributi in un modo da molti definito “disumano”

 

Il governo Monti, che con tutte le sue promesse di risanamento e crescita, ha imbambolato l’Europa e anche parte dell’Italia, ormai si dimostra in tutti i suoi limiti. Crescita non si è vista e anzi la recessione è aumentata criticamente.

Dopo aver aumentato le tasse, tagliato su sanità ed educazione, colpendo duramente il ceto basso e medio, ma senza toccare minimamente tutti  i privilegi di chi in Italia è ricco alle spalle dei contribuenti ha instaurato un regime di dittatura fiscale in cui le visite di esattori e di guardia di finanza sono all’ordine del giorno e incubo degli Italiani.  Per l’estate del 2013 è nei piani del governo aumentare di un’altro punto l’Imposta Valore Aggiunto, portandola dal 21 al 22%. Il Governo in realtà potrebbe modificare la manovra, e si discute di aumentare solo l’aliquota del 21% lasciando intoccata quella del 10%. Agli Italian, ai quali il 22% di IVA sembra eccessivo resta sperare che la maggioranza tolga la fiducia al governo, possibilità che Berlusconi ieri ha espresso, e che si formi un nuovo governo in tempo per annullare la manovra. In ogni caso questi aumenti dell’IVA comportano una riduzione dei consumi ENORME che costa al Paese parecchi punti percentuale in termini di Prodotto Interno Lordo.

Le brutte notizie non sono finite, adesso infatti il governo dei professoroni ha deciso che l‘IVA si applica anche alle cartelle esattoriali! Fino ad ora infatti, il servizio di riscossione dei tributi, che fosse Equitalia o altri, non era passibile di IVA. Adesso invece si prepara l’ennesima mazzata sui contribuenti per cercare di recuperare 100 milioni di euro all’anno. Per farvi capire di cosa si tratta, immaginate che dovete1000 euro al Fisco, prima dovevate solo pagarne 1000 (più eventuali interessi in caso di ritardo nel pagamento, adesso saranno 1000 più il 21% di questa cifra, cioè 1210, che diventeranno 1220 dopo l’aumento di luglio!!!

Speriamo vivamente che qualcosa o qualcuno intervenga per cancellare questi assurdi balzelli. Nel frattempo qualche segnale di speranza si vede: il Giudica Tecla Cesaro del tribunale di Parma ha assolto una imprenditrice che non aveva versato l’IVA perchè ha preferito usare i soldi della sua impresa piena di debiti e senza liquidità, ai fini di pagare tutti gli stipendi ai dipendenti. L’assoluzione del Giudice pone una pietra miliare per una giurisdizione e una interpretazione del FISCO più etica e morale. È giusto non pagare l’IVA se questi soldi possono salvare diverse famiglie. Il reato di evasione fiscale quindi non sussiste perchè l’imprenditrice, non voleva evadere ma non aveva materialmente la possibilità di farlo. Deve aver ritenuto giusto aver dato la priorità ai dipendenti di cui ogni buon imprenditore deve farsi responsabile. Una lezione per politici, governanti ma anche per molti imprenditori (sopratutto quelli “grandi”) che non la vedono proprio così e che trattano i dipendenti come pedine sacrificabili in un grande gioco…