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Chat e Facebook: il lato oscuro della nuova comunicazione

Sembra passato un secolo da quando per la prima volta le chat si sono affacciate sul network e hanno rivoluzionato il modo di comunicare tra le persone, soprattutto fra i teenager. E’ passato poco più di un decennio, ma abbiamo imparato a considerare gli anni “digitali” con un altro metro rispetto a quelli convenzionali.

In effetti, 10 anni equivalgono ad uno scalino di parecchie generazioni per quanto riguarda lo sviluppo delle tecnologie informatiche, e le chat non fanno eccezione. Sembrava infatti che questa “moda” non dovesse mai tramontare, ma come ogni moda, ha dovuto fare i conti con un’innovazione costante che ha portato oggi a Facebook, facendo registrare sicuramente un declino non indifferente circa l’uso delle chat “tradizionali”, per quanto ne nascano ancora di nuove in continuazione (esempio). Anche con Facebook comunque il “concetto” di chat non è tramontato affatto; anche lì infatti non si fa altro che chattare o condividere link.

I nati nei primi anni ’80 sicuramente ancora ricorderanno la fatica e l’impegno profuso per conoscere anche una sola ragazza, i passaparola, le informazioni reperite tramite amici e compagni, la possibilità di scambiare qualche parola ogni tanto e poco più. Roba da preistoria sicuramente per chi, oggi, fa incetta di conquiste o se non altro di amicizie con una rapidità e una semplicità assolutamente impensabili fino a un paio di decenni fa.

Ma come ogni rivoluzione, anche questa porta con se non pochi lati oscuri, aprendo le porte ad una strategia di adescamento latente che purtroppo fa registrare non poche vittime.

E’ necessario alzare le difese contro una schiera di nemici e malintenzionati per lo più invisibili che, piuttosto che individuare l’enorme potenziale comunicativo di questo strumento, lo hanno interpretato come una sorta di mercato di approvvigionamento sessuale, puntando sull’ingenuità di ragazze ancora acerbe.

Il suggerimento è quello di seguire anche qui le regole del buon senso e affrontare le conversazioni in chat con attenzione e circospezione, perché purtroppo, la nuova era digitale, moltiplica le opportunità così come i pericoli.

Lo strumento dei commenti social: come sfruttarli

Da quando i social network hanno preso piede nel mondo di internet, ed il mondo intero vi si è spostato dentro, i feedback degli utenti hanno assunto un valore enorme nelle logiche di mercato di un’azienda.

Siti internet tra i più ricchi del web, come ad esempio Tripadvisor, hanno basato la propria fortuna proprio sui commenti, sulle recensioni degli utenti, che il web attraverso i social network amplifica a dismisura, rendendoli un’arma a doppio taglio in una strategia di social media marketing.

Inutile pensare ad una strategia per non sbagliare mai o per non ricevere mai commenti negativi. Tutti quanti sbagliamo, tutti quanti hanno una giornata storta e, come si suol dire, la ruota gira per tutti.

Ma se prima uno sfortunato evento di un’azienda o di un Hotel, mettiamo, di Roma, produceva effetti e lasciava rumors per pochi mesi ed al massimo nella rete si trovavano tracce in qualche sporadico sito di recensioni o nelle parole fugaci in una chat Roma, oggi le cose sono sicuramente diverse.

L’importante, allora, diventa riuscire a minimizzare i danni, limitare il più possibile il passaparola deleterio e impostare una strategia di risposta efficace. Ove necessario, anche chiedere scusa.

Prima di ammettere il proprio eventuale errore, però, è necessario analizzare l’evento e la critica avanzata, poiché spesso vi sono appigli o paradossi cui ci si può affidare per organizzare una risposta efficace.

Nella peggiore delle ipotesi, le strategie per “tentare di salvare la faccia” sono due: nel caso in cui le recensioni o i commenti negativi siano pubblicati sul proprio sito o blog aziendale, si può fare in modo di far comparire il testo come immagine, in modo da evitare un facile copia e incolla del testo stesso e quindi una diffusione capillare del feedback negativo; in seconda battuta, dopo aver pubblicato prontamente la proprio controrisposta, disabilitare i commenti successivi, cosicché non si dia adito ad una diatriba deleteria e senza fine.