Lettonia: un’economia in crescita

Se molti paesi dell’Europa, soprattutto nell’area del Mediterraneo sembrano in crisi, nel baltico sembra tirare tutt’altra aria, sicuramente meno gelida. La Lettonia infatti conferma nel secondo trimestre del 2015 la propria crescita More »

Sempre più assicurazioni vengono fatte sul web

Di assicurazioni è pieno il mondo. Ve ne sono di tutti i tipi proposte da diverse società, spesso appartenenti a importanti gruppi bancari. Alcune di esse, come sapete sono obbligatorie, altre sono More »

Cos’è e come controllare il cambio valuta

Le recenti elezioni europee hanno sancito l’avanzata di gruppi, movimenti e partiti euro-scettici, critici nei confronti del modo in cui è stata costruita l’unione monetaria e convinti della necessità di tornare alle More »

Ecco perché oggi conviene comprare prodotti di informatica online

Arriva lo showrooming, ovvero la prova dei prodotti in negozio prima di acquistarli su piattaforme digitali. Una soluzione furba per trovare le migliori occasioni e per comprare i migliori prodotti di informatica online. 

L’era digitale ci sta trasformando, e ce ne rendiamo conto ogni giorno. Fino a qualche anno fa, ad esempio, il processo di acquisto di un prodotto era abbastanza lineare: se avevamo bisogno di qualcosa, per esempio di un personal computer o di un prodotto di informatica, ci recavamo al negozio in cui sapevamo (o speravamo) di poterlo trovare, acquistandolo in pratica a oggi chiusi.

Nei primi tempi di internet, poi, si era diffusa un’altra pratica, ovvero quella di ricercare informazioni online e di acquistare poi “offline”: una tendenza che è stata studiata e battezzata Ropo (Research Online Purchase Offline), che significa appunto l’abitudine a documentarsi in rete su un prodotto prima di acquistarlo fisicamente in negozi.

Oggi però c’è un altro comportamento in grande crescita ed è quello dello showrooming, ovvero cioè visitare il negozio per toccare con mano e da vicino il prodotto e poi procedere con l’acquisto altrove, tendenzialmente online e a un prezzo più basso.

L’acquisto di prodotti, anche di informatica, online sta infatti diventando comune anche in Italia. Anzi, se nel 2004 il valore totale del commercio online in Italia ammontava a poco più di 1,5 miliardi di euro, a fine 2013 sono stati superati i 22 miliardi, una crescita straordinaria e quasi spaventosa.

Secondo una ricerca di Eurispes, ci sono vari fattori che fanno preferire l’ecommerce: al primo posto c’è la prospettiva di un risparmio economico, poi l’ampiezza della scelta offerta dagli store digitali, che rende facile reperire i beni che cerchiamo, così come non sono da sottovalutare la possibilità di fare comparazioni tra prezzi e prodotti, l’opportunità di raccogliere informazioni prima dell’acquisto, il fatto di poter acquistare in ogni momento, con conseguente risparmio di tempo.

Di recente un’indagine ha svelato che quasi la metà delle persone che stava accingendosi ai regali di Natale avrebbe fatto una ricerca online per fare i propri acquisti, alla pari praticamente dei grandi centri commerciali.

Ma più di questi ultimi, internet garantisce una scelta più ampia di prodotti, un notevole risparmio di tempo, nonché la disponibilità immediata di feedback e suggerimenti provenienti da altri utenti che hanno già acquistato quel tipo di prodotto.

Quello che resta uno dei punti forti dei negozi “tradizionali” è la possibilità per i consumatori di affidarsi alla cortesia e all’esperienza del personale. In realtà, però, stanno sviluppandosi sempre più delle realtà solide nell’online che consentono di avere a portata di mano tutti i privilegi dell’assistenza “old style”.

Questo vale in particolare per il settore dell’elettronica e dell’informatica online: basta collegarsi a un sito come ComputerPointBat per verificare non solo quanto sia conveniente acquistare qui i prodotti che ci servono per il nostro lavoro o per il tempo libero, ma anche per scoprire l’eccellente servizio di assistenza tecnica e professionale che potrà risolvere ogni tipo di problema.

E chi utilizza di frequente i computer sa quanto possa essere terribile trovarsi di fronte a un inconveniente, a un guasto improvviso, a un virus che paralizza il sistema operativo o al cattivo funzionamento di qualche componente hardware: tutti interventi che i tecnici di Computer Point potranno effettuare in maniera immediata e sicura, insieme a operazioni come l’installazione di nuove macchine operative o dei software più recenti e gli aggiornamenti sia delle componenti fisiche che dei programmi, necessari per avere strumenti sempre al massimo delle loro potenzialità.

Se invece dobbiamo dedicarci all’acquisto di qualche nuovo prodotto, niente di meglio che navigare in un catalogo davvero vasto, di ottima qualità e delle principali marche: si va da personal computer a notebook, da server professionali a software gestionali, dall’imprescindibile pacchetto Office ai cavi essenziali per collegare tutti i nostri device.

Cos’è e come controllare il cambio valuta

Le recenti elezioni europee hanno sancito l’avanzata di gruppi, movimenti e partiti euro-scettici, critici nei confronti del modo in cui è stata costruita l’unione monetaria e convinti della necessità di tornare alle monete nazionali per abbandonare definitivamente l’euro, che ha prodotto, secondo loro, più danni che benefici.
Nonostante queste posizioni si stiano diffondendo sempre di più in Europa, è innegabile il vantaggio della moneta unica quando, per piacere o lavoro, si viaggia nei paesi aderenti all’Euro. Il problema di dover effettuare il cambio dalla moneta nazionale, nel nostro caso la lira, a quelle in corso di validità nei vari paesi europei, come il marco o la pesetas, è stato finalmente superato, anche se non in maniera definitiva. Infatti, esistono ancora paesi dalla forte vocazione turistica in Europa che non hanno aderito, o non lo hanno fatto ancora, alla moneta unica, di conseguenza è necessario
fare il cambio valuta. Uno di questi paesi è l’Inghilterra, che resta comunque una meta molto ambita.

Il Forex

Per capire come funziona il cambio valuta è necessario fare un accenno al mercato valutario, altrimenti noto con il nome inglese Forex – abbreviazione di Foreing exchange market. Il Forex, creato nel 1971 quando fecero la loro prima apparizione i tassi di cambio fluttuanti, si riferisce allo scambio di una valuta con un’altra, e rappresenta il più grosso mercato del mondo, con circa quattromila miliardi di dollari al giorno di attività di scambio, un volume enorme se comparato all’intero mercato azionario USA, che si aggira sui dieci miliardi al giorno. che comprende anche istituti bancari nazionali, banche centrali, mercati finanziari, broker e trader.
Caratterizzato da un livello di liquidità senza eguali nel mondo della borsa e delle transazioni finanziare, il Forex negli anni ha coinvolto un numero sempre maggiore di investitori, attratti anche dall’assenza di una sede fisica, come può essere ad esempio Wall Street – le transazioni avvengono online o telefonicamente, 24 ore su 24, cinque giorni a settimana.
Capire a pieno il funzionamento dei mercati finanziari non è proprio la cosa più semplice al mondo, ma negli ultimi anni il Forex si è “aperto” anche ai meno esperti, e gli innumerevoli banner e pop-up nei quali ci imbattiamo continuamente mentre navighiamo in rete ne sono un segnale evidente. Per essere quanto più banali è possibile, il Forex si basa sull’attività di una coppia di valute. Si effettuano delle analisi sull’andamento delle monete e si “scommette” su quella che si pensa possa acquisire maggiore forza rispetto all’altra. Ovviamente stiamo semplificando al massimo, quindi se pensate di investire nel Forex magari informatevi su qualche sito specializzato che fornisce notizie su quest’attività.

Come effettuare il cambio valuta

Tornando all’argomento principale, ovvero il cambio valuta, la questione si presenta, come accennato in precedenza, solo quando ci dobbiamo recare in paesi con una moneta diversa dalla nostra, quindi dall’Euro. Un consiglio che possiamo dare è di organizzare il vostro viaggio con largo anticipo, in modo tale da avere il tempo di seguire le fluttuazioni del mercato valutario e effettuare il cambio, ad esempio da euro a dollaro, quando è più vantaggioso. Per farlo, non è necessario essere degli esperti di mercato valutario, dovete solo andare su uno dei tanti siti che offrono il servizio di conversione gratuita da una moneta ad un’altra, inserire l’importo, e leggere il risultato. Semplice e veloce. Una volta compiuto questo passaggio, c’è da effettuare il cambio. Ci sono tre opzioni:
1) I Punti di cambio valuta, che si trovano nelle principali città italiane. Presentando un documento di identità valido, l’operatore, calcolando i tassi di cambio, effettua il cambio dalla vostra moneta a quella del paese nel quale dovete recarvi, caricando un costo di esercizio;
2) Gli istituti bancari. Questa soluzione spesso può essere meno agevole, perché, specialmente nelle piccole città e nei paesini di provincia, le banche non dispongono di valute estere nelle proprie casse. A quel punto avete solo due possibilità: girare come una trottola alla ricerca di una banca con disponibilità di monete straniere, oppure attendere qualche giorno e riprovare;
3) Non effettuare il cambio in anticipo. Oggi le principali carte di credito, bancomat e carte prepagate appartengono a circuiti bancari internazionali, e funzionano quasi in ogni Paese. Verificate la validità della vostra carta e, se utilizzabile nel Paese nel quale dovete recarvi, aspettate di raggiungere l’aeroporto di destinazione e prelevate il contante in valuta locale presso uno dei tanti sportelli ATM.
Niente panico, quindi. Una soluzione per effettuare il cambio valuta nella maniera più agevole possibile si trova sempre.

Annunci gratuiti immobili: come vendere la propria casa

Il mercato immobiliare sta attraversando da alcuni anni una crisi dovuta soprattutto alla  difficoltà di accendere un mutuo presso un istituto di credito e alla generale crisi economica italiana.

Ci sono diversi siti sul web dove è possibile inserire annunci gratuiti immobili e prendere così contatto con gli eventuali acquirenti. Quando si desidera vendere o comprare una casa ci si può rivolgere anche ad una agenzia immobiliare, dove un consulente farà da intermediario tra chi acquista l’immobile e chi lo vende, in questo caso però entrambe le parti dovranno pagare all’agenzia una somma di denaro per il suo operato. Altrimenti si può inserire gratuitamente il proprio annuncio sul web  o pubblicarlo in una dei vari giornalini che si occupano delle vendite immobiliari.

Consigli utili per inserire un annuncio

Com’è stato già detto in precedenza ci sono diversi siti di annunci gratuiti per la compravendita di immobili, senza dover poi corrispondere nessuna provvigione al sito sulla vendita del bene in questione. Pubblicare un annuncio è molto semplice e di seguito sono illustrati alcuni consigli utili.

  • Effettuare la registrazione nel sito scelto. Durante questa fase all’interessato viene generalmente assegnato un codice identificativo, che potrà usare in seguito per visualizzare il proprio annuncio.
  • Descrivere l’immobile usando un lessico accattivante che ha lo scopo di convincere l’eventuale acquirente a scegliere di acquistare la vostra abitazione. E’importante inserire: i metri quadrati dell’immobile, la divisione degli spazi interni, la sua esposizione, informazioni varie sulla zona dove si trova e sugli eventuali servizi che ci sono nelle vicinanze, ad esempio scuole, negozi, supermercati, fermate dell’autobus, metropolitane, negozi ecc. E’di fondamentale importanza descrivere anche i confort di cui dispone l’immobile, ad esempio riscaldamento autonomo, box doccia, giardino, balcone, aria condizionata, porte scorrevoli ecc.
  • Inserire un recapito telefonico o un indirizzo e mail dove si desidera essere contattati dagli interessati.

Negli ultimi tempi riuscire a comprare e vendere gli immobili anche con queste modalità è diventato molto difficile per questo motivo alcune persone ricorrono alla permuta, vale a dire lo scambio di un immobile con altro. Esistono portali dedicati alla permuta degli immobili, dove è possibile trovare annunci di immobili di varie dimensioni, che si trovano in diverse città italiane.

Economia e Politica: smettiamo di pensare al PIL

Siamo ormai abituati ad ascoltare ogni giorno dati sconcertanti sull’economia italiana, sconcertanti in negativo. Stiamo quasi iniziando a pensare che siamo un Paese di buzzurri inutili  destinati alla povertà ma invece in questa situazione definita crisi ci sono tantissimi paradossi.

Il primo paradosso è costituito dai dati positivi: il mondo ha fame di Made In Italy. Moda, enogastronomia, meccanica, lusso, design ogni hanno fanno volare il nostro export, eppure all’interno va tutto male. Come è possibile quindi che un piccolo ma variegato Paese che dopo la distruzione della Guerra Mondiale è riuscito in meno di due decenni a piazzarsi tra i primi 7 Paesi più industrializzati del mondo, ed il cui export è in crescita, con tante eccellenze e talenti unici sia in crisi da quasi 4 anni, ed in stagnazione da 20?

La risposta onnipresente è la politica: cattiva gestione radicata in tutti i campi, locale, nazionale ed europeo, pubblico e privato. Politici e dirigenti incompetenti in buona fede o corrotti in malafede, pronti a sacrificare gli interessi collettivi per qualche briciola in più di guadagno, o esaltati ideologi incapaci di agire e capaci solo di piegare la testa ai diktat esterni. Il risultato di tutto questo è evidente davanti ai nostri occhi: burocrazie assurde, leggi e regolamenti contraddittori, tasse elevate hanno l’effetto di scoraggiare l’investimento e l’impresa e ridurre i consumi, distruggendo il mercato interno. I politici lanciano slogan e proposte ogni giorno inseguendo miracolosi aumenti di PIL e riduzioni del debito pubblico senza mai centrare lontanamente le necessità del Paese e nemmeno gli obiettivi che si propongono. Quello che manca per “uscire dalla crisi” e riavere una economia che funzioni, aldilà di calcoli sul PIL e previsioni statistiche sono tante cose tra cui:

– Politiche attive a favore dell’economi sopratutto partendo da semplificazione della burocrazia e delle riduzione delle tasse. Eliminazione di imposte antiquate e controproducenti o di licenze troppo complesse (emblematici i casi in alcuni Comuni in cui il gestore di una pizzeria da asporto viene multato per aver portato al tavolo una pizza ad un amico prima della chiusura senza avere la licenza per il servizio ai tavoli).

– Sensibilizzazione di tutti i cittadini nel rifiuto di ogni forma di corruzione e nel sostegno all’Economia nazionale con l’acquisto di prodotti italiani. Migliorare il senso civico di ogni italiano, dal lavoratore allo studente fino al politico può essere fatto non solo tramite sanzioni pesanti per chi sbaglia ma anche accompagnando con incentivi chi è ligio al dovere (ad esempio sconti fiscali a chi paga sempre le tasse per decenni e non come accade al contrario grazie e sconti ai grandi evasori e mazzate al povero contribuente con un reddito medio che sbaglia il calcolo di pochi euro e si ritrova con migliaia di euro di multa)

Lotta ai privilegi di casta.

– Maggiore peso internazionale nel proporre politiche economiche condivise anziché subire diktat

Iniziare a camminare in queste direzioni servirà a dare una bella scossa al sistema riattivando l’economia del Paese e agevolando il suo funzionamento. Previsioni sul PIL, con tutto il rispetto non indicano una cosa: un Paese può avere un PIL in forte crescita ma allo stesso tempo avere metà della popolazione sul bordo della povertà come accade in tanti Paesi “in via di sviluppo”. Senza un sostegno diretto e coraggioso all’Economia Interna, un Paese può essere protagonista sulla carta della scena internazionale ma è funzionale solo a pochi gruppi di potere ed oligarchie economico-finanziarie. Molte delle Riforme proposte fino ad adesso sono incentrate più su quell’ottica, quella di fare bella figura nelle statistiche e negli indicatori, senza peraltro riuscirci, che per avere un effetto reale nella vita dei cittadini.

Le notizie sul PIL che cala o che cresce di 0,5% o poco più, diffuse con tanta importanza, dovrebbero essere secondarie a quelle del numero di famiglie che si impoveriscono e se è pur vero che più PIL significa più lavoro, questo non è sempre correlato a stipendi che permettano di affrontare il costo della vita e tasse eque che corrispondano a servizi degni di un Paese Europeo con una tassazione così elevata. Altrimenti sono solo parole.

Il Paese delle Lobby Stupide

r3w_money_lobbyingDire lobby non deve fare pensare per forza ad una “setta” oscura di persone che remano contro il pubblico interesse, si tratta di gruppi di potere che mandano i loro rappresentanti a tutelare i loro interessi nei confronti delle Istituzioni. Ci può essere la lobby delle banche ma anche quella degli agricoltori. Una lobby spinge in favore di alcune leggi che riguardano direttamente il settore di riferimento e contro quelle che potrebbero danneggiarlo.

In via di principio non è un concetto sbagliato: in Italia ci sono le Associazioni di Categoria che dovrebbero fare la stessa cosa ma che nel 90% dei casi sono solo una ennesima struttura fine a se stessa fatta di poltrone e soldi pubblici sperperati inutilmente. Ecco quindi che i gruppi che vogliono essere tutelati ricorrono al lobbying, ai gruppi silenziosi che sussurranno nei corridoi. Questo è un grande danno per il Paese, perché tutto quello che accade nei corridoi del potere rimane nei corridoi del potere e ufficialmente “non è mai accaduto”.

Negli USA le Lobby sono riconosciute pubblicamente e rispondono a delle leggi precise, hanno degli uffici a Washington e tutto quello che fanno deve essere trasparente: le loro azioni, i loro obiettivi, i nomi di chi lavora come “lobbista” , e così si sa chi è quali partiti sono promossi finanziati senza dover ricorrere a lunghe indagini giornalistiche o a magistrati caparbi. Questo rende le cose più facili perché il cittadino può scegliere di non votare un politico che secondo lui dipende troppo dalle lobby semplicemente verificando se nei fatti lo è, senza dietrologie, discussioni e talk show in cui si nega l’evidenza. Questa trasparenza concede un potere che il cittadino può esercitare solo informandosi un poco.

Voi direte: si ma allora gli Stati Uniti sono un Paese in cui i poteri forti non esistono? Assolutamente no, ci sono eccome, ma per ottenere l’appoggio popolare usano la loro stessa trasparenza come arma. Facciamo un esempio semplice:

La “Lobby dei magnati del petrolio” non vuole che il Governo imponga una riduzione delle estrazioni per fini di tutela dell’ambiente. Per farlo sostiene un candidato presidenziale che la gente può votare o no. La Lobby del petrolio può dire e far dire che effettivamente le attività di estrazione hanno creato in due anni quasi un milione di posti di lavoro, direttamente ed indirettamente e che una riduzione delle estrazioni, oltre a non rappresentare una contropartita di impatto per la tutela ambientale farebbe perdere posti di lavoro. Il Candidato avversario potrebbe essere sostenuto dalla Lobby dei Biocarburanti che sosterrebbe tesi opposte ed alternative, tutelando i loro interessi mostrando però le contropartite nel Paese. I cittadini possono scegliere pesando sul piatto della bilancia del loro personale giudizio chi votare, sapendo quali gruppi economici influenzeranno il Governo e che effetto hanno nel Paese.

Questo è uno dei  tanti “segreti” dell’economia statunitense ad anche della governabilità di un federazione di Stati con 300 milioni di abitanti.

Adesso torniamo in Italia.

Qui da noi il discorso lobby oltre ad essere di fatto “segreto” perché non ufficiale e ben regolato, e quindi i gruppi economici che sostengono i nostri politici lo fanno in modi che restano a noi sconosciuti, non sapendo chi sostiene chi e quindi non dandoci il potere di scegliere il rappresentante adeguato, presenta una certa particolarità: la presenza di quelle che definisco le lobby stupide.

In Italia pesando sulle decisioni dei Governi una serie di Lobby inutili, stupide, improduttive, che danneggiano il libero mercato, i diritti dei cittadini, e quindi sia l’economia che la democrazia nel Paese. Le Lobby stupide italiane sono quelle dei Notai, dei Farmacisti, dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, dei Baroni Universitari, del Gioco d’Azzardo e tante altre che danneggiano il nostro Paese sin nelle fondamenta. Facciamo un esempio: negli U.S.A, il Paese delle Lobby, notai e farmacie sono assolutamente due settori liberalizzati al 100%. Abbondano le farmacie, c’è concorrenza di prezzi ed orari, fornendo quindi un reale servizio al cittadino che può sempre scegliere in qualsiasi momento dove comprare le sue medicine, anche se è domenica e sono le due di notte, ci sarà sempre scelta e non solo una farmacia di turno. Le operazioni in cui si richiede un notaio in molti Stati degli USA e del mondo non esistono, oppure il Notaio è semplicemente uno dei tantissimi laureati in legge che dopo un corso presta questo servizio a costi irrisori, o addirittura è una figura pubblica. Pensate che in Italia si possano fare leggi che liberalizzino le Farmacie ed i Notai?

No, una piccola minoranza di qualche migliaio di persone è capace di impedire ai Governi di agire in beneficio di 60 milioni di persone.

Parliamo di Università? Le migliori università del mondo dove sono? Negli USA. Quelle italiane  migliori si piazzano dopo le 100 e le prime 200. Certo, mancano gli investimenti, ma non sarà anche che negli States entrano molte più menti brillanti visto che il sistema di selezione è assolutamente meritocratico e attrae continuamente i migliori insegnanti da tutto il mondo, mentre in Italia la maggioranza delle cattedre e dottorati viene assegnati a persone interne all’università ed in tutti gli atenei ci sono almeno una decina di casi di posti “ereditati” dai genitori ai figli?

E così viviamo in un Paese di Lobby stupide a cui vengono mantenuti privilegi e condonati abusi senza che questi abbiano una contropartita utile nel Paese, a forse solo nelle tasche di pochi.

liberalizzazioni_da_dove_cominciareIl Paese delle Lobby stupide, in cui nel febbraio 2014 all’alba della formazione del Governo Renzi, un (ex) ministro in bilico si sfoga al telefono con un falso Nichi Vendola, spiegando come l’imprenditore De Benedetti sta pilotando nomine di ministeri e decisioni del Governo ancora in fasce. Già, Carlo de Benedetti, coinvolto in scandali, debiti con lo Stato e tra i responsabili del fallimento di una delle prime grandi aziende del settore informatico della Storia, Olivetti. Eppure un uomo così è ancora ammirato ed ascoltato da molti in Italia, un uomo che ancora viene considerato un Grande Imprenditore… perché è il Paese delle Lobby Stupide, che non portano lavoro, anzi lo riducono, che non creano ricchezza, anzi la distruggono, che quindi sono inutili e fini a se stesse e che non si sa perché permettiamo loro di esistere ancora…forse perché anche a noi piace pensare che solo con un poco di furbizia e due amici piazzati bene possiamo farcela senza sforzi? E ci saranno poltrone e due amici piazzati bene a sufficienza per 60 milioni di persone? Non credo proprio…

P.S.

questo articolo non è un elogio alle Lobby negli States che non sono prive di criticità, ma solo dimostra che “se proprio ce le dobbiamo tenere” visto che in Italia pur non essendo previste dalla Legge come negli USA esistono ed hanno potere, è meglio scegliere in che modo e perché averle. L’idea di per sé che qualcuno dentro un settore tuteli gli interessi di un gruppo con cognizione di causa, visto che dall’interno si conoscono le cose meglio di come un Governo potrebbe fare da fuori, non è sbagliata. È quando lo si fa nelle orecchie con i sussusurri e contro l’interesse di tutto il resto di un Paese con Governi che chiudono gli occhi e non si preoccupano invece dell’equità, che la cosa diventa putrido parassitismo.