torzi-gianluigi-beaumont

Private Equity e Gianluigi Torzi

Investimenti e finanza: una panoramica Il settore della finanza è ostico per molti, ma è un aspetto fondamentale che può aiutare numerose aziende ad ottimizzare i propri investimenti e rendere più vicine More »

Lettonia: un’economia in crescita

Se molti paesi dell’Europa, soprattutto nell’area del Mediterraneo sembrano in crisi, nel baltico sembra tirare tutt’altra aria, sicuramente meno gelida. La Lettonia infatti conferma nel secondo trimestre del 2015 la propria crescita More »

Sempre più assicurazioni vengono fatte sul web

Di assicurazioni è pieno il mondo. Ve ne sono di tutti i tipi proposte da diverse società, spesso appartenenti a importanti gruppi bancari. Alcune di esse, come sapete sono obbligatorie, altre sono More »

Tra Russia ed Ucraina la guerra è mediatica

ucraina democratico

un democratico ucraino a Piazza Maidan…con simboli neofascisti.

Da mesi ormai si parla di guerra tra Russia ed Ucraina, una guerra vissuta molto “caldamente” dai media Occidentale e dai Governi che ne hanno fatto una guerra mediatica, un conflitto di propaganda.

Senza voler essere “complottisti” ci sono prove lampanti che i disordini in Ucraina (così come tante altre rivoluzioni e Primavere recenti) siano state pilotate da agenti disturbatori che lavoravano in chiave filo-statunitense. Attenzione: non sto sostenendo che il deposto Ianukovich fosse un grande statista preoccupato per il benesse della nazione, ma solo che l’interesse Occidentale per il popolo ucraino si stato sopratutto catalizzato da alcuni Governi per sottrarre una zona di interesse alla Russia di Putin. Ecco dei fatti bizzarri riguardo alla Rivoluzione Ucraina su cui vale la pena riflettere:

  •  La presenza di agenti CIA a Piazza Maida (un documento sequestrato apparteneva ad un Agente CIA ufficialmente accreditato)
  •  Il fatto che diversi gruppi neo-nazisti e para militari fossero i principali sostenitori e militanti della rivoluzione Ucraina.

Il secondo fatto apre ulteriori spunti di riflessione: Putin è accusato di essere un ultra-tradizionalista e di guidare la Russia con demagogia, mentre in Italia la rivoluzione in Ucraina ci veniva raccontata come una lotta degli Ucraini per entrare nell’Unione Europea (situazione paradossale: l’UE è una casa che sta andando a fuoco, l’economia non si riprende, anche la Germania rallenta e alle Europee gli euro-scettici hanno stravinto, ma gli Ucraini preferivano l’UE della disoccupazione e dell’austerity ad una alleanza dell’est con una potente Russia in crescita e pieno sviluppo economico). Insomma se Putin è un personaggio che piace a molti euroscettici europei tra cui sopratutto quelli dell’estrema destra, come è possibile che dei neo-nazisti ucraini fossero filo UE? Quella stessa UE che promuove una visione del mondo assolutamente diversa da quella dei neo-nazisti cioè fatta di multiculturalismo, frontiere aperte, diritti per gli omosessuali? Qual’è sarà il prezzo di questo appoggio?

Contro la Russia con amore

A questo punto le risposte sono due: o i media Europei hanno semplicemente strumentalizzato la situazione ucraina in una visione filo-UE oppure bisogna andare a tesi più complottiste: quei neonazisti hanno una contropartita e forse una Ucraina Europea non sarà proprio così europea a livello di società e cultura, oppure quei neonazisti erano solo un false flag fatto male, mercenari stranieri pagati da qualcuno che si sono cuciti addosso la prima bandiera che gli è venuta in mente.

Il risultato della campagna anti-russa nei media si è visto per esempio ad Eurovision: contest musicale in cui la politica non dovrebbe entrare ed anzi dovrebbe essere un occasione di unione, ma in cui le concorrenti russi venivano sistematicamente fischiate dal pubblico bombardato di ideologia anti russa.

Avviso: non sto qui a difendere la Russia, ma lo spirito critico. Insomma perché dobbiamo avercela per forza con la Russia: ha solo difeso i suoi interessi nell’area, interessi che a livello geografico e culturale dovrebbero essere molto più intensi che quelli degli USA che invece hanno sempre fatto un grande lavoro di intelligence in Ucraina proprio per controllare i Russi (altra conferma viene dal fatto che appena dopo i fatti di Maidan il numero uno della CIA Brennan è volato a Kiev in tutta fretta incontrando i capi della rivolta) perché i russi non dovrebbero sostenere la popolazione filo-russa. Nella confusione dei media allineati all’asse USA-UE dimentichiamo che l’Ucraina ha almeno il 50% filo russa, ed i legami culturali tra questi due Paesi sono fortissimi, anzi i regni Ucraini medioevali fondati da Vichinghi “slavizzati” sono stati fondamentali per lo sviluppo della Russia come entità nazionale: questi regni erano detti appunto Rus, da cui il Paese prese il nome.

La Russia è il Paese più grande del pianeta, con enormi risorse minerarie e naturali, un esercito potente, una cultura antica e che oggi dopo l’epoca post-sovietica sembra aver trovato di nuovo un suo posto nel mondo, grazie anche alla svolta tradizionalista di Putin: tutte ragioni per temere questo Paese che può modificare gli equilibri tra Europa ed Asia, ostacolare il gigante malato Stati Uniti. Eppure la Russia non si può attaccare direttamente: troppo forte economicamente, i suoi ricchi investono in USA ed Europa e le economie in crisi dipendono molto da questi finanziatori, per non parlare delle forniture di gas…

malaysiaInsomma quale miglior attacco nel 2014 che distruggere l’immagine di un Governo e magari arrivare a sollevargli contro l’indignazione del mondo e forse dei suoi stessi cittadini? E poi magari finire in bellezza con un’altra Primavera, una eversione democratica, in cui si sostiuisce un governo autoritario con un altro però allineato ad USA ed Ue in barba ai diritti umani ed all’autodeterminazione (come quella della Crimea, che già da molto tempo lottava per l’indipendenza e che quindi non è certo una manovra russa). Le cose non stanno riuscendo molto bene: dalla Francia è appena stata consegnata in Russia una nave da guerra super tecnologica in barba alle ventilate sanzioni e Putin ha già fatto capire che il debito USA in mano agli investitori Russi potrebbe presto essere sganciato causando un ammanco di circa 135 miliardi di debiti alle casse americane. E che potrebbe anche spingere qualcun’altro nella stessa direzione. Magari i Cinesi che in totale hanno qualcosa come 1000 trilioni di dollari di titoli di Stato USA e che cercano di svincolarsi sempre di più dal dollaro. E se la Russia molla, Cina e Giappone potrebbero iniziare a guardarsi aspettando per vedere chi molla prima, magari senza fare niente di concreto ma causando il panico nei mercati.

E allora visto che le minacce di sanzioni alla Russia non stanno funzionando perché non usare un aereo scomparso ed abbattuto con a bordo tanti civili? Non voglio essere estremo su questo punto: probabilmente qualcuna delle due fazioni ha sbagliato ed ha sparato un missile sull’aereo sbagliato. Però queste prove “inconfutabili” che siano stati i filorussi non ci sono: entrambe le fazioni usano le stesse armi e le uniche prove sono state fornite dagli Ucraini, che non sono certo imparziali e neutrali sulla cosa!

Poi fa pensare un fatto: quante volte nella storia che due aerei della stessa c0mpagnia siano scomparsi e poi scoperti distrutti a distanza di pochi mesi? La Maledizione della Malaysian Airlines o c’è qualcosa che ci sfugge? Forse i civili e le vittime innocenti sono solo pedine per i burattinai del mondo che hanno capito che l’indignazione è più potente della bomba atomica?

Ecco perché oggi conviene comprare prodotti di informatica online

Arriva lo showrooming, ovvero la prova dei prodotti in negozio prima di acquistarli su piattaforme digitali. Una soluzione furba per trovare le migliori occasioni e per comprare i migliori prodotti di informatica online. 

L’era digitale ci sta trasformando, e ce ne rendiamo conto ogni giorno. Fino a qualche anno fa, ad esempio, il processo di acquisto di un prodotto era abbastanza lineare: se avevamo bisogno di qualcosa, per esempio di un personal computer o di un prodotto di informatica, ci recavamo al negozio in cui sapevamo (o speravamo) di poterlo trovare, acquistandolo in pratica a oggi chiusi.

Nei primi tempi di internet, poi, si era diffusa un’altra pratica, ovvero quella di ricercare informazioni online e di acquistare poi “offline”: una tendenza che è stata studiata e battezzata Ropo (Research Online Purchase Offline), che significa appunto l’abitudine a documentarsi in rete su un prodotto prima di acquistarlo fisicamente in negozi.

Oggi però c’è un altro comportamento in grande crescita ed è quello dello showrooming, ovvero cioè visitare il negozio per toccare con mano e da vicino il prodotto e poi procedere con l’acquisto altrove, tendenzialmente online e a un prezzo più basso.

L’acquisto di prodotti, anche di informatica, online sta infatti diventando comune anche in Italia. Anzi, se nel 2004 il valore totale del commercio online in Italia ammontava a poco più di 1,5 miliardi di euro, a fine 2013 sono stati superati i 22 miliardi, una crescita straordinaria e quasi spaventosa.

Secondo una ricerca di Eurispes, ci sono vari fattori che fanno preferire l’ecommerce: al primo posto c’è la prospettiva di un risparmio economico, poi l’ampiezza della scelta offerta dagli store digitali, che rende facile reperire i beni che cerchiamo, così come non sono da sottovalutare la possibilità di fare comparazioni tra prezzi e prodotti, l’opportunità di raccogliere informazioni prima dell’acquisto, il fatto di poter acquistare in ogni momento, con conseguente risparmio di tempo.

Di recente un’indagine ha svelato che quasi la metà delle persone che stava accingendosi ai regali di Natale avrebbe fatto una ricerca online per fare i propri acquisti, alla pari praticamente dei grandi centri commerciali.

Ma più di questi ultimi, internet garantisce una scelta più ampia di prodotti, un notevole risparmio di tempo, nonché la disponibilità immediata di feedback e suggerimenti provenienti da altri utenti che hanno già acquistato quel tipo di prodotto.

Quello che resta uno dei punti forti dei negozi “tradizionali” è la possibilità per i consumatori di affidarsi alla cortesia e all’esperienza del personale. In realtà, però, stanno sviluppandosi sempre più delle realtà solide nell’online che consentono di avere a portata di mano tutti i privilegi dell’assistenza “old style”.

Questo vale in particolare per il settore dell’elettronica e dell’informatica online: basta collegarsi a un sito come ComputerPointBat per verificare non solo quanto sia conveniente acquistare qui i prodotti che ci servono per il nostro lavoro o per il tempo libero, ma anche per scoprire l’eccellente servizio di assistenza tecnica e professionale che potrà risolvere ogni tipo di problema.

E chi utilizza di frequente i computer sa quanto possa essere terribile trovarsi di fronte a un inconveniente, a un guasto improvviso, a un virus che paralizza il sistema operativo o al cattivo funzionamento di qualche componente hardware: tutti interventi che i tecnici di Computer Point potranno effettuare in maniera immediata e sicura, insieme a operazioni come l’installazione di nuove macchine operative o dei software più recenti e gli aggiornamenti sia delle componenti fisiche che dei programmi, necessari per avere strumenti sempre al massimo delle loro potenzialità.

Se invece dobbiamo dedicarci all’acquisto di qualche nuovo prodotto, niente di meglio che navigare in un catalogo davvero vasto, di ottima qualità e delle principali marche: si va da personal computer a notebook, da server professionali a software gestionali, dall’imprescindibile pacchetto Office ai cavi essenziali per collegare tutti i nostri device.

Cos’è e come controllare il cambio valuta

Le recenti elezioni europee hanno sancito l’avanzata di gruppi, movimenti e partiti euro-scettici, critici nei confronti del modo in cui è stata costruita l’unione monetaria e convinti della necessità di tornare alle monete nazionali per abbandonare definitivamente l’euro, che ha prodotto, secondo loro, più danni che benefici.
Nonostante queste posizioni si stiano diffondendo sempre di più in Europa, è innegabile il vantaggio della moneta unica quando, per piacere o lavoro, si viaggia nei paesi aderenti all’Euro. Il problema di dover effettuare il cambio dalla moneta nazionale, nel nostro caso la lira, a quelle in corso di validità nei vari paesi europei, come il marco o la pesetas, è stato finalmente superato, anche se non in maniera definitiva. Infatti, esistono ancora paesi dalla forte vocazione turistica in Europa che non hanno aderito, o non lo hanno fatto ancora, alla moneta unica, di conseguenza è necessario
fare il cambio valuta. Uno di questi paesi è l’Inghilterra, che resta comunque una meta molto ambita.

Il Forex

Per capire come funziona il cambio valuta è necessario fare un accenno al mercato valutario, altrimenti noto con il nome inglese Forex – abbreviazione di Foreing exchange market. Il Forex, creato nel 1971 quando fecero la loro prima apparizione i tassi di cambio fluttuanti, si riferisce allo scambio di una valuta con un’altra, e rappresenta il più grosso mercato del mondo, con circa quattromila miliardi di dollari al giorno di attività di scambio, un volume enorme se comparato all’intero mercato azionario USA, che si aggira sui dieci miliardi al giorno. che comprende anche istituti bancari nazionali, banche centrali, mercati finanziari, broker e trader.
Caratterizzato da un livello di liquidità senza eguali nel mondo della borsa e delle transazioni finanziare, il Forex negli anni ha coinvolto un numero sempre maggiore di investitori, attratti anche dall’assenza di una sede fisica, come può essere ad esempio Wall Street – le transazioni avvengono online o telefonicamente, 24 ore su 24, cinque giorni a settimana.
Capire a pieno il funzionamento dei mercati finanziari non è proprio la cosa più semplice al mondo, ma negli ultimi anni il Forex si è “aperto” anche ai meno esperti, e gli innumerevoli banner e pop-up nei quali ci imbattiamo continuamente mentre navighiamo in rete ne sono un segnale evidente. Per essere quanto più banali è possibile, il Forex si basa sull’attività di una coppia di valute. Si effettuano delle analisi sull’andamento delle monete e si “scommette” su quella che si pensa possa acquisire maggiore forza rispetto all’altra. Ovviamente stiamo semplificando al massimo, quindi se pensate di investire nel Forex magari informatevi su qualche sito specializzato che fornisce notizie su quest’attività.

Come effettuare il cambio valuta

Tornando all’argomento principale, ovvero il cambio valuta, la questione si presenta, come accennato in precedenza, solo quando ci dobbiamo recare in paesi con una moneta diversa dalla nostra, quindi dall’Euro. Un consiglio che possiamo dare è di organizzare il vostro viaggio con largo anticipo, in modo tale da avere il tempo di seguire le fluttuazioni del mercato valutario e effettuare il cambio, ad esempio da euro a dollaro, quando è più vantaggioso. Per farlo, non è necessario essere degli esperti di mercato valutario, dovete solo andare su uno dei tanti siti che offrono il servizio di conversione gratuita da una moneta ad un’altra, inserire l’importo, e leggere il risultato. Semplice e veloce. Una volta compiuto questo passaggio, c’è da effettuare il cambio. Ci sono tre opzioni:
1) I Punti di cambio valuta, che si trovano nelle principali città italiane. Presentando un documento di identità valido, l’operatore, calcolando i tassi di cambio, effettua il cambio dalla vostra moneta a quella del paese nel quale dovete recarvi, caricando un costo di esercizio;
2) Gli istituti bancari. Questa soluzione spesso può essere meno agevole, perché, specialmente nelle piccole città e nei paesini di provincia, le banche non dispongono di valute estere nelle proprie casse. A quel punto avete solo due possibilità: girare come una trottola alla ricerca di una banca con disponibilità di monete straniere, oppure attendere qualche giorno e riprovare;
3) Non effettuare il cambio in anticipo. Oggi le principali carte di credito, bancomat e carte prepagate appartengono a circuiti bancari internazionali, e funzionano quasi in ogni Paese. Verificate la validità della vostra carta e, se utilizzabile nel Paese nel quale dovete recarvi, aspettate di raggiungere l’aeroporto di destinazione e prelevate il contante in valuta locale presso uno dei tanti sportelli ATM.
Niente panico, quindi. Una soluzione per effettuare il cambio valuta nella maniera più agevole possibile si trova sempre.

Annunci gratuiti immobili: come vendere la propria casa

Il mercato immobiliare sta attraversando da alcuni anni una crisi dovuta soprattutto alla  difficoltà di accendere un mutuo presso un istituto di credito e alla generale crisi economica italiana.

Ci sono diversi siti sul web dove è possibile inserire annunci gratuiti immobili e prendere così contatto con gli eventuali acquirenti. Quando si desidera vendere o comprare una casa ci si può rivolgere anche ad una agenzia immobiliare, dove un consulente farà da intermediario tra chi acquista l’immobile e chi lo vende, in questo caso però entrambe le parti dovranno pagare all’agenzia una somma di denaro per il suo operato. Altrimenti si può inserire gratuitamente il proprio annuncio sul web  o pubblicarlo in una dei vari giornalini che si occupano delle vendite immobiliari.

Consigli utili per inserire un annuncio

Com’è stato già detto in precedenza ci sono diversi siti di annunci gratuiti per la compravendita di immobili, senza dover poi corrispondere nessuna provvigione al sito sulla vendita del bene in questione. Pubblicare un annuncio è molto semplice e di seguito sono illustrati alcuni consigli utili.

  • Effettuare la registrazione nel sito scelto. Durante questa fase all’interessato viene generalmente assegnato un codice identificativo, che potrà usare in seguito per visualizzare il proprio annuncio.
  • Descrivere l’immobile usando un lessico accattivante che ha lo scopo di convincere l’eventuale acquirente a scegliere di acquistare la vostra abitazione. E’importante inserire: i metri quadrati dell’immobile, la divisione degli spazi interni, la sua esposizione, informazioni varie sulla zona dove si trova e sugli eventuali servizi che ci sono nelle vicinanze, ad esempio scuole, negozi, supermercati, fermate dell’autobus, metropolitane, negozi ecc. E’di fondamentale importanza descrivere anche i confort di cui dispone l’immobile, ad esempio riscaldamento autonomo, box doccia, giardino, balcone, aria condizionata, porte scorrevoli ecc.
  • Inserire un recapito telefonico o un indirizzo e mail dove si desidera essere contattati dagli interessati.

Negli ultimi tempi riuscire a comprare e vendere gli immobili anche con queste modalità è diventato molto difficile per questo motivo alcune persone ricorrono alla permuta, vale a dire lo scambio di un immobile con altro. Esistono portali dedicati alla permuta degli immobili, dove è possibile trovare annunci di immobili di varie dimensioni, che si trovano in diverse città italiane.

Economia e Politica: smettiamo di pensare al PIL

Siamo ormai abituati ad ascoltare ogni giorno dati sconcertanti sull’economia italiana, sconcertanti in negativo. Stiamo quasi iniziando a pensare che siamo un Paese di buzzurri inutili  destinati alla povertà ma invece in questa situazione definita crisi ci sono tantissimi paradossi.

Il primo paradosso è costituito dai dati positivi: il mondo ha fame di Made In Italy. Moda, enogastronomia, meccanica, lusso, design ogni hanno fanno volare il nostro export, eppure all’interno va tutto male. Come è possibile quindi che un piccolo ma variegato Paese che dopo la distruzione della Guerra Mondiale è riuscito in meno di due decenni a piazzarsi tra i primi 7 Paesi più industrializzati del mondo, ed il cui export è in crescita, con tante eccellenze e talenti unici sia in crisi da quasi 4 anni, ed in stagnazione da 20?

La risposta onnipresente è la politica: cattiva gestione radicata in tutti i campi, locale, nazionale ed europeo, pubblico e privato. Politici e dirigenti incompetenti in buona fede o corrotti in malafede, pronti a sacrificare gli interessi collettivi per qualche briciola in più di guadagno, o esaltati ideologi incapaci di agire e capaci solo di piegare la testa ai diktat esterni. Il risultato di tutto questo è evidente davanti ai nostri occhi: burocrazie assurde, leggi e regolamenti contraddittori, tasse elevate hanno l’effetto di scoraggiare l’investimento e l’impresa e ridurre i consumi, distruggendo il mercato interno. I politici lanciano slogan e proposte ogni giorno inseguendo miracolosi aumenti di PIL e riduzioni del debito pubblico senza mai centrare lontanamente le necessità del Paese e nemmeno gli obiettivi che si propongono. Quello che manca per “uscire dalla crisi” e riavere una economia che funzioni, aldilà di calcoli sul PIL e previsioni statistiche sono tante cose tra cui:

– Politiche attive a favore dell’economi sopratutto partendo da semplificazione della burocrazia e delle riduzione delle tasse. Eliminazione di imposte antiquate e controproducenti o di licenze troppo complesse (emblematici i casi in alcuni Comuni in cui il gestore di una pizzeria da asporto viene multato per aver portato al tavolo una pizza ad un amico prima della chiusura senza avere la licenza per il servizio ai tavoli).

– Sensibilizzazione di tutti i cittadini nel rifiuto di ogni forma di corruzione e nel sostegno all’Economia nazionale con l’acquisto di prodotti italiani. Migliorare il senso civico di ogni italiano, dal lavoratore allo studente fino al politico può essere fatto non solo tramite sanzioni pesanti per chi sbaglia ma anche accompagnando con incentivi chi è ligio al dovere (ad esempio sconti fiscali a chi paga sempre le tasse per decenni e non come accade al contrario grazie e sconti ai grandi evasori e mazzate al povero contribuente con un reddito medio che sbaglia il calcolo di pochi euro e si ritrova con migliaia di euro di multa)

Lotta ai privilegi di casta.

– Maggiore peso internazionale nel proporre politiche economiche condivise anziché subire diktat

Iniziare a camminare in queste direzioni servirà a dare una bella scossa al sistema riattivando l’economia del Paese e agevolando il suo funzionamento. Previsioni sul PIL, con tutto il rispetto non indicano una cosa: un Paese può avere un PIL in forte crescita ma allo stesso tempo avere metà della popolazione sul bordo della povertà come accade in tanti Paesi “in via di sviluppo”. Senza un sostegno diretto e coraggioso all’Economia Interna, un Paese può essere protagonista sulla carta della scena internazionale ma è funzionale solo a pochi gruppi di potere ed oligarchie economico-finanziarie. Molte delle Riforme proposte fino ad adesso sono incentrate più su quell’ottica, quella di fare bella figura nelle statistiche e negli indicatori, senza peraltro riuscirci, che per avere un effetto reale nella vita dei cittadini.

Le notizie sul PIL che cala o che cresce di 0,5% o poco più, diffuse con tanta importanza, dovrebbero essere secondarie a quelle del numero di famiglie che si impoveriscono e se è pur vero che più PIL significa più lavoro, questo non è sempre correlato a stipendi che permettano di affrontare il costo della vita e tasse eque che corrispondano a servizi degni di un Paese Europeo con una tassazione così elevata. Altrimenti sono solo parole.