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NEO cos’è e come funziona la nuova criptovaluta che fa concorrenza a Ether

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La valuta digitale cinese NEO emessa nel mercato lo scorso anno il 22 giugno del 2017, sta riscuotendo sempre maggiore interesse nel campo degli investimenti e delle criptovalute. Questa moneta digitale nata in sostituzione di Antshares, grazie alle sue nuove caratteristiche è stata chiamata da molti come: L’Ethereum cinese. Ether è una criptovaluta terza al mondo per capitalizzazione, NEO è ancora lontana da raggiungere il numero di transazioni e investimenti che avvengono con Ethereum ma molti sono convinti che sia sulla buona strada per ottenere degli ottimi risultati nel prossimo futuro.

La comparazione di Ether con NEO è arrivata però principalmente per le funzionalità che quest’ultima presenta. Infatti, questa presenta una piattaforma completamente open source che permette anche la gestione degli smart contract. Proprio grazie a questa funzionalità che offre la possibilità di creare e inviare contratti legali e vincolanti, e di gestire le transazioni da e per altre criptovalute, che NEO sta interessando sempre più il mondo della finanza.

Cos’è e come funziona NEO?

La valuta digitale NEO si è posizionata dopo poco tempo dalla sua emissione, all’undicesimo posto per la sua capitalizzazione, che è pari all’incirca a 1.459.000.000 dollari. 

La moneta digitale presenta delle caratteristiche simili alle due valute più conosciute e influenti al mondo ossia Bitcoin ed Ether. Infatti, questa si basa sia su un sistema di blockchain che serve a immettere la moneta e controllarne le transazioni, sia attraverso gli smart contract, che permette invece di gestire l’invio e la convalida di contratti di vario genere in modo vincolante.

Il sistema di sicurezza di NEO è davvero serrato questo infatti presenta un sistema vantaggioso conosciuto con il nome di SegWit. La Segregated Witness è un sistema che permette di mantenere segrete tutte le transazioni, in questo modo anche i traslatori non possono intercettare da e a chi sono state inviate le monete. Questo sistema riesce a rendere la blockchain sia altamente sicura sia molto più veloce.

La tecnologia degli smart contract invece si basa su una serie di processori informatici, con protocollo di sicurezza integrato che permettono sia di effettuare le transazioni verso altre monete sia di provvedere all’emissione di contratti digitali dal valore legale e vincolante. 

Acquistare NEO: come fare?

Per acquistare NEO, da Agosto 2017 è possibile ottenere le monete mediante altre valute digitali. Infatti, non esistono dei cryptoexchange che permettono l’acquisto della criptovaluta con soldi reali, ma si può ottenere solo avviando delle transazioni attraverso altre criptovalute. 

Quindi prima di pensare di acquistare NEO, bisogna comprare un’altra valuta digitale con soldi reali come ad esempio: Bitcoin, Ether o Litecoin. Se invece sei già in possesso di altre monete, allora potrai scegliere di acquistare NEO mediante uno dei crypto exchange presenti online.

Prima di avviare la transazione però è necessario avere un wallet specifico per NEO. Questo portafoglio digitale può essere aperto e scaricato online direttamente sul tuo PC. Il migliore da utilizzare al momento è neotracker, questo prevede le istruzioni per il download in inglese, ma comunque è davvero molto semplice e intuitivo da comprendere. Scaricato il Wallet sarà possibile provvedere ad acquistare neo su piattaforme con Changelly, oppure come Coinbase.

NEO: come utilizzare la moneta?

NEO è una moneta utilizzata che molti utilizzano come forma di investimento. Infatti, lo scopo principale è acquistare le sue monete e rivenderle nel momento in cui l’oscillazione del mercato è in rialzo, guadagnando così dal potenziale differenziale. Questo tipo di investimento può dare i suoi frutti sia nel breve sia sul lungo periodo, ma bisogna porre molta attenzione all’oscillazione del valore, e controllare il mercato una o più volte al giorno.

Come tutte le monete digitali anche questa infatti è caratterizzata da un’alta volatilità, dunque il suo valore potrebbe alzarsi o scendere improvvisamente. Prima di pensare a questa forma di investimento è necessario dunque avere esperienza nel settore.

Per chi vuole investire invece nel settore delle criptovalute ma senza fare un acquisto specifico, allora è possibile scegliere di adoperare l’oscillazione del valore di NEO attraverso i broker che permettono le operazioni di trading online.

Queste piattaforme dopo l’iscrizione non prevedono l’acquisto della valuta, ma si acquistano solo dei specifici contratti che poi possono essere utilizzati per fare una previsione sull’andamento della valuta al rialzo o al ribasso. Puntando sul rialzo del valore o il ribasso, si guadagna in entrambi i casi, l’importante è che la previsione si riveli esatta. Guadagnare con il trading online è comunque un’attività molto complessa, quindi prima di intraprendere questa linea di investimento è meglio studiare il settore. 

Infine, la piattaforma di NEO può essere utilizzata per gestire gli Smart Contract oppure si può scegliere di impiegarla per la gestione delle transazioni tra le differenti valute digitali, ottenendo il vantaggio di impiegare la sua piattaforma completamente sicura.

Quanto vale NEO?

Il valore di NEO all’inizio del 2017 era di soli 0,17 centesimi. Dopo pochissimo tempo però la moneta ha raggiunto un valore di circa 10 dollari. Oggi dopo un anno NEO ha un valore di circa 26 dollari, che oscilla in giornate positive sino ai 30 dollari, mentre nei momenti di ribasso ha raggiunto un minimo di 24 dollari. L’andamento di NEO comunque è tendenzialmente positivo nonostante alcune oscillazioni al ribasso.

Per controllare il valore della moneta digitale è possibile affidarsi ai grafici in tempo reale online, che permettono anche di costatare la crescita nel tempo, a seconda dei parametri imposti si può vedere il suo andamento nell’ultimo anno, negli ultimi sei mesi o nel mese o settimana in corso.

Le migliori criptovalute da tenere d’occhio nel 2018

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Il mercato delle criptovalute ormai si è esteso sempre di più, durante il 2017 sono nate diverse criptovalute e alcune sono state delle vere e proprie meteore, ossia sono nate e “decedute” nel giro di pochi mesi.

Oggi la criptovaluta più conosciuta è sicuramente Bitcoin! Questa è un leader del settore, oltre ad essere il padre dei sistemi blockchain e delle stesse valute digitale.

Sicuramente i Bitcoin sono tra gli investimenti migliori, ma ce ne sono molte che potrebbero rivelarsi un buon investimento durante il 2018! Scopriamo quali sono!

Le migliori criptovalute:

Ethereum

Questa è una delle criptovalute più conosciute dopo Bitcoin e Litecoin. Ethereum è la seconda moneta digitale per capitalizzazione, e dunque può essere considerato un investimento abbastanza “sicuro” nel campo delle criptovalute. Inoltre Ethereum lavora con blockchain che prevedono l’esecuzione dei codici per la programmazione con applicazioni decentralizzate, in questo modo la moneta si rende più fruibile anche per le società finanziarie.

Cardano

Cardano è una piattaforma che si presenta con contratti simi a quelli che offre Ethereum, inoltre è considerata tra le monete digitali con un servizio di sicurezza tra i migliori grazie alla sua archiettura a strati. Cardano prevede anche un team di sviluppo che lavora costantemente sulle sue regole e sulla ricerca di un sistema che possa tutelare al massimo la riservatezza dei suoi investitori. Al momento Cardano presenta ottime possibilità di crescita nel tempo, per questo motivo è certamente tra le criptovalute da tenere sott’occhio!

Bitcoin Cash

Il Bitcoin Cash è un’alternativa che permette di evitare le complesse transazioni Bitcoin caratterizzate dalla terminazione di un blocco che poi questo dev’essere aggiunto a un determinato blockchain. Per fare quest’operazione ci vogliono all’incirca 10 minuti, un tempo infinito se si pensa a come avvengono le normali transazioni con le carte di credito. Per questo motivo, oggi in molti puntano sui Bitcoin Cash una criptovaluta che permette un’aggiornamento del codice più veloce, ottenendo così una criptovaluta più scalabile.

Iota

Infine, tra le criptovalute da tenere d’occhio per il 2018 troviamo IOTA, questa valita digitale è basata su una nuova tecnologia crittografica che permette di effettuare delle transazioni online in modo più veloce e sicuro. Iota elimina il problema di scalabilità dei sistemi blockchain, e permette di effettuare delle transazioni più veloci. Anche Iota ha un futuro probabilmente in salita, quindi potrebbe rivelarsi un ottimo investimento.

Private Equity e Gianluigi Torzi

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Investimenti e finanza: una panoramica

Il settore della finanza è ostico per molti, ma è un aspetto fondamentale che può aiutare numerose aziende ad ottimizzare i propri investimenti e rendere più vicine al mercato le proprie attività. Faremo un panoramica delle attività principali legate alla finanza con spunti utili per il successo degli investimenti partendo dalla formula più strategica messa che ha avuto maggior riscontro negli ultimi anni.

Finanziamenti in Private Equity: l’esempio di Gianluigi Torzi

Il private equity è un’attività finanziaria mediante la quale un investitore rileva quote di una società che rientri nel loro obiettivo di mercato acquisendo le azioni della società appartenenti a terzi o sottoscrivendo nuove azioni, favorendo così un aumento di capitale.

Un fondo di private equity può entrare in una determinata azienda in diverse fasi e definirne così diverse azioni e strategie. Se a ricevere questo tipo di fondo è una società che non ha ancora fatturato, si parla di seed capital o angel investing. In questi casi i fondi di private Equity sono perfetti perché aiutano le start-up in cerca di liquidità a poter investire finalmente tempo e risorse al progetto. Ottenere un finanziamento dalla banche infatti sarebbe più complicato; quindi l’intervento studiato ad hoc sarebbe perfetto per mettere a punto gli obiettivi che la futura azienda si pone. Se infine la società invece  già avviata ma desidera aumentare le proprie azioni, si parla di venture capital e si realizza in varie tipologie.

Vi sono poi delle forme particolari di Private Equity che corrono in soccorso di aziende che sono in crisi e che hanno bisogno di maggiore liquidità. Spesso in questi casi sono grandi aziende di consulenza a trattare gli accordi facendo confluire nell’azienda target gli investimenti privati di cui dispongono.

Grandi società come la Beaumont Services LTD di Londra, ad esempio, sono entrate di recente nel mercato italiano anche con questo scopo, gestendo infatti fondi di private equity tra le sue numerose attività. L’azienda esiste infatti da oltre 90 anni ed ha tra i suoi partner numerosi investitori, grandi società e manager di successo. Il CEO dell’azienda in Italia dal 2015 è Gianluigi Torzi, di origine molisana, che contribuisce a studiare le strategie migliori per rendere efficaci e fruttuose campagne di acquisizione di società in difficoltà e valutare investimenti utili per il futuro. La figura del CEO è fondamentale per mediare nel modo migliore possibile tra gli obiettivi delle aziende e degli investitori che si rivolgono alle grandi società di consulenza.

Le società finanziarie

Le aziende spesso si rivolgono alle società di consulenza per decidere come gestire al meglio le proprie risorse e catalizzare i progetti aziendali. La società finanziaria si occupa dei finanziamenti dell’azienda, i pagamenti e la pianificazione di azioni finanziarie che portino vantaggi ai professionisti che si affidano a loro. La professionalità ad alti livelli delle stesse e un’attenzione specifica ai bisogni del mercato, conferisce loro un ruolo importante sia per le piccole che per le grandi aziende.  Nella legislazione italiana seguono un Iter specifico per essere riconosciute e sono controllate dalla Consob che prevede a tutelare il mercato e ad informare l pubblico onde evitare conflitti di interessi ed operazioni dannose per i clienti che si affidano ad essi.

Le società finanziarie possono essere anche prese in considerazione per valutare l’assetto aziendale e porre in essere strategie ottimali per la crescita delle azienda. Vi sono infatti formule di investimento e finanziamento diversificate che si possono adattare ad ogni esigenza.

Cos’è e come controllare il cambio valuta

Le recenti elezioni europee hanno sancito l’avanzata di gruppi, movimenti e partiti euro-scettici, critici nei confronti del modo in cui è stata costruita l’unione monetaria e convinti della necessità di tornare alle monete nazionali per abbandonare definitivamente l’euro, che ha prodotto, secondo loro, più danni che benefici.
Nonostante queste posizioni si stiano diffondendo sempre di più in Europa, è innegabile il vantaggio della moneta unica quando, per piacere o lavoro, si viaggia nei paesi aderenti all’Euro. Il problema di dover effettuare il cambio dalla moneta nazionale, nel nostro caso la lira, a quelle in corso di validità nei vari paesi europei, come il marco o la pesetas, è stato finalmente superato, anche se non in maniera definitiva. Infatti, esistono ancora paesi dalla forte vocazione turistica in Europa che non hanno aderito, o non lo hanno fatto ancora, alla moneta unica, di conseguenza è necessario
fare il cambio valuta. Uno di questi paesi è l’Inghilterra, che resta comunque una meta molto ambita.

Il Forex

Per capire come funziona il cambio valuta è necessario fare un accenno al mercato valutario, altrimenti noto con il nome inglese Forex – abbreviazione di Foreing exchange market. Il Forex, creato nel 1971 quando fecero la loro prima apparizione i tassi di cambio fluttuanti, si riferisce allo scambio di una valuta con un’altra, e rappresenta il più grosso mercato del mondo, con circa quattromila miliardi di dollari al giorno di attività di scambio, un volume enorme se comparato all’intero mercato azionario USA, che si aggira sui dieci miliardi al giorno. che comprende anche istituti bancari nazionali, banche centrali, mercati finanziari, broker e trader.
Caratterizzato da un livello di liquidità senza eguali nel mondo della borsa e delle transazioni finanziare, il Forex negli anni ha coinvolto un numero sempre maggiore di investitori, attratti anche dall’assenza di una sede fisica, come può essere ad esempio Wall Street – le transazioni avvengono online o telefonicamente, 24 ore su 24, cinque giorni a settimana.
Capire a pieno il funzionamento dei mercati finanziari non è proprio la cosa più semplice al mondo, ma negli ultimi anni il Forex si è “aperto” anche ai meno esperti, e gli innumerevoli banner e pop-up nei quali ci imbattiamo continuamente mentre navighiamo in rete ne sono un segnale evidente. Per essere quanto più banali è possibile, il Forex si basa sull’attività di una coppia di valute. Si effettuano delle analisi sull’andamento delle monete e si “scommette” su quella che si pensa possa acquisire maggiore forza rispetto all’altra. Ovviamente stiamo semplificando al massimo, quindi se pensate di investire nel Forex magari informatevi su qualche sito specializzato che fornisce notizie su quest’attività.

Come effettuare il cambio valuta

Tornando all’argomento principale, ovvero il cambio valuta, la questione si presenta, come accennato in precedenza, solo quando ci dobbiamo recare in paesi con una moneta diversa dalla nostra, quindi dall’Euro. Un consiglio che possiamo dare è di organizzare il vostro viaggio con largo anticipo, in modo tale da avere il tempo di seguire le fluttuazioni del mercato valutario e effettuare il cambio, ad esempio da euro a dollaro, quando è più vantaggioso. Per farlo, non è necessario essere degli esperti di mercato valutario, dovete solo andare su uno dei tanti siti che offrono il servizio di conversione gratuita da una moneta ad un’altra, inserire l’importo, e leggere il risultato. Semplice e veloce. Una volta compiuto questo passaggio, c’è da effettuare il cambio. Ci sono tre opzioni:
1) I Punti di cambio valuta, che si trovano nelle principali città italiane. Presentando un documento di identità valido, l’operatore, calcolando i tassi di cambio, effettua il cambio dalla vostra moneta a quella del paese nel quale dovete recarvi, caricando un costo di esercizio;
2) Gli istituti bancari. Questa soluzione spesso può essere meno agevole, perché, specialmente nelle piccole città e nei paesini di provincia, le banche non dispongono di valute estere nelle proprie casse. A quel punto avete solo due possibilità: girare come una trottola alla ricerca di una banca con disponibilità di monete straniere, oppure attendere qualche giorno e riprovare;
3) Non effettuare il cambio in anticipo. Oggi le principali carte di credito, bancomat e carte prepagate appartengono a circuiti bancari internazionali, e funzionano quasi in ogni Paese. Verificate la validità della vostra carta e, se utilizzabile nel Paese nel quale dovete recarvi, aspettate di raggiungere l’aeroporto di destinazione e prelevate il contante in valuta locale presso uno dei tanti sportelli ATM.
Niente panico, quindi. Una soluzione per effettuare il cambio valuta nella maniera più agevole possibile si trova sempre.

La crisi economica spiegata in modo facile

proteste contro la crisi a new york

Si parla ossessivamente di crisi economica da ormai qualche anno, ma allo stesso tempo poca gente capisce cosa stia accadendo.

Per farvi una idea “minima” di tutta questa ingarbugliata situazione, bisogna che inizi dalle cause scatenanti. Cominciò tutto nel 2006 la crisi dei mutui subprime, la crisi immobiliaria negli U.S.A. e in altri Paesi, la crisi delle banche, poi c’è la crisi dell’euro, quella del debito.

Cosa accadde negli Stati Uniti a partire dal 2006

In realtà a livello mondiale tutte queste crisi sono una sola, una specie di effetto domino concatenato basate tutte su una causa principale: il poco controllo su banche e istituti finanziari, propugnato come liberismo necessario alla crescita capitalista.

Le banche hanno iniziato a concedere prestiti a soggetti che non avrebbero avuto accesso al credito a patto di pagare gli interessi più alti sul mercato. Questo è un mutuo subprime, cioè un mutuo concesso a soggetti con una storia creditizia negativa ai quali quasi nessuno presterebbe soldi, e che quindi accettano di pagare gli interessi più alti pur di ricevere un prestito. Questi “soggetti” quasi sempre ottenevano crediti per comprare immobili e questo ha fatto lievitare la domanda sul mercato.

Gli investitori hanno iniziato a recepire questa domanda di immobili come una esigenza del mercato e hanno investito massicciamente nel settore. Alla fine però tutto si è rivelato una “bolla” perché erano i crediti concessi più facilmente che alimentavano la compravendita di case effettuata da persone che prima non avrebbero potuto ottenere i soldi per farlo e, quando questi hanno scoperto che non potevano pagare i debiti che avevano a causa degli interessi accumulati il tutto è crollato come un castello di carte.

Le banche si sono riprese le case che avevano comprato le persone con i loro soldi senza poterci guadagnare niente perché adesso nessuno può comprare case e se le compra, il prezzo è nettamente inferiore ai prezzi del tempo.

In realtà il tutto è stato molto più complesso di così, ma per farla breve mi limito a questi aspetti principali. La catastrofe immobiliaria trascinò molti investitori al fallimento. Non solo azionisti o banche d’affari come Lehman Brothers, finite in banca rotta, ma per effetto domino, tutte le persone impegnate nel settore immobiliario che ormai non tirava più come prima: costruttori, venditori, agenti, muratori, produttori di materiali, trasportatori..

Il danno quantificato SOLO PER LE BANCHE E PER LE ISTITUZIONI FINANZIARIE a livello mondiale è stato di 4100 miliardi di dollari. Una quantità enorme di soldi che improvvisamente è come se fosse finita in fumo e sottratta al mercato mondiale.

Questo ha avuto ripercussioni come abbiamo già detto su tutta la popolazione. I crediti si sono ridotti e le banche sono diventate sempre più rigide, per cui imprese e investitori che non possono più chiedere soldi come prima e hanno dovuto ridurre le loro attività, personale e salari per cui sono calati i consumi. Tutto questo significa meno soldi nelle tasche dei soliti noti, cioè la classe media e bassa, e miliardi di dollari che non sono proprio svaniti nel nulla, ma sono nelle tasche di pochi speculatori che adesso sono ricchi come non mai.

Torniamo in Europa

Dopo il crollo immobiliario negli Stati Uniti il resto del mondo si è accorto di problemi che già si sentivano un decennio: altissima inflazione, prezzi di materie prime e carburanti che volavano alle stelle, aumento dei prezzi degli alimenti e il debito pubblico altissimo. L’Italia ormai conviveva con questi problemi dagli anni 80 e sembrava che nessuno se ne importasse più di tanto, ma l’improvviso crollo della economia statunitense fece suonare allarmi un po’ dovunque.

Nel frattempo in Grecia il governo si era dedicato alle spese pazze senza cercare di risanare i conti per anni e mandando in bancarotta il Paese. I Paesi dell’Euro sono finiti nei guai perché avendo tutti la stessa moneta, se uno dei Paesi dell’area dichiara bancarotta fa cadere il valore della moneta stessa. Per correre ai tardivi ripari, che non fossero stati necessari se istituti di credito e finanziari fossero stati oggetti di regole controlli maggiori, i governi europei hanno iniziato a predicare Austerity, cioè risparmi sulla spesa pubblica, tagli e aumento delle tasse. Nessuno si preoccupò di chiedere alle banche che sicuramente già sapevano prima del 2006 di tutti i soldi che stavano buttando al vento, perché continuavano a proporre investimenti ai cittadini facendogli comprare porcherie finanziare che erano solo un modo per fare soldi facili e perché continuavano a dare crediti a tutti.

Ma in Italia…?

In Italia è stata proprio l’austerity a fare vittime: siamo sempre stati un Paese che riusciva bene o male a tirare fuori le risorse, e in cui tutti tiravamo a campare. Nonostante tutto eravamo una delle 7 potenze economiche mondiali a dispetto di essere un minuscolo Paese comparato con gli altri GRANDI.

Come sempre però i problemi vennero a galla tutti insieme e tra crisi immobiliarie, inflazione globale, caro prezzi mondiale e austerity imposta dall’Unione Europea per cercare di salvare l’euro (anche a costo di distruggere i cittadini europei) hanno causato i problemi che tutti oggi vediamo e che chiamiamo genericamente “crisi”. L’Italia inoltre ha dei problemi che la colpiscono più di altri Paesi: la corruzione e la burocrazia intricata ed inutile, uniti ai costi eccessivi di politici inetti ne fanno un macchinone vecchio e pesante difficile da rimettere in moto senza cambiarne tutti i pezzi prima.