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Private Equity e Gianluigi Torzi

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Investimenti e finanza: una panoramica

Il settore della finanza è ostico per molti, ma è un aspetto fondamentale che può aiutare numerose aziende ad ottimizzare i propri investimenti e rendere più vicine al mercato le proprie attività. Faremo un panoramica delle attività principali legate alla finanza con spunti utili per il successo degli investimenti partendo dalla formula più strategica messa che ha avuto maggior riscontro negli ultimi anni.

Finanziamenti in Private Equity: l’esempio di Gianluigi Torzi

Il private equity è un’attività finanziaria mediante la quale un investitore rileva quote di una società che rientri nel loro obiettivo di mercato acquisendo le azioni della società appartenenti a terzi o sottoscrivendo nuove azioni, favorendo così un aumento di capitale.

Un fondo di private equity può entrare in una determinata azienda in diverse fasi e definirne così diverse azioni e strategie. Se a ricevere questo tipo di fondo è una società che non ha ancora fatturato, si parla di seed capital o angel investing. In questi casi i fondi di private Equity sono perfetti perché aiutano le start-up in cerca di liquidità a poter investire finalmente tempo e risorse al progetto. Ottenere un finanziamento dalla banche infatti sarebbe più complicato; quindi l’intervento studiato ad hoc sarebbe perfetto per mettere a punto gli obiettivi che la futura azienda si pone. Se infine la società invece  già avviata ma desidera aumentare le proprie azioni, si parla di venture capital e si realizza in varie tipologie.

Vi sono poi delle forme particolari di Private Equity che corrono in soccorso di aziende che sono in crisi e che hanno bisogno di maggiore liquidità. Spesso in questi casi sono grandi aziende di consulenza a trattare gli accordi facendo confluire nell’azienda target gli investimenti privati di cui dispongono.

Grandi società come la Beaumont Services LTD di Londra, ad esempio, sono entrate di recente nel mercato italiano anche con questo scopo, gestendo infatti fondi di private equity tra le sue numerose attività. L’azienda esiste infatti da oltre 90 anni ed ha tra i suoi partner numerosi investitori, grandi società e manager di successo. Il CEO dell’azienda in Italia dal 2015 è Gianluigi Torzi, di origine molisana, che contribuisce a studiare le strategie migliori per rendere efficaci e fruttuose campagne di acquisizione di società in difficoltà e valutare investimenti utili per il futuro. La figura del CEO è fondamentale per mediare nel modo migliore possibile tra gli obiettivi delle aziende e degli investitori che si rivolgono alle grandi società di consulenza.

Le società finanziarie

Le aziende spesso si rivolgono alle società di consulenza per decidere come gestire al meglio le proprie risorse e catalizzare i progetti aziendali. La società finanziaria si occupa dei finanziamenti dell’azienda, i pagamenti e la pianificazione di azioni finanziarie che portino vantaggi ai professionisti che si affidano a loro. La professionalità ad alti livelli delle stesse e un’attenzione specifica ai bisogni del mercato, conferisce loro un ruolo importante sia per le piccole che per le grandi aziende.  Nella legislazione italiana seguono un Iter specifico per essere riconosciute e sono controllate dalla Consob che prevede a tutelare il mercato e ad informare l pubblico onde evitare conflitti di interessi ed operazioni dannose per i clienti che si affidano ad essi.

Le società finanziarie possono essere anche prese in considerazione per valutare l’assetto aziendale e porre in essere strategie ottimali per la crescita delle azienda. Vi sono infatti formule di investimento e finanziamento diversificate che si possono adattare ad ogni esigenza.

Lettonia: un’economia in crescita

Se molti paesi dell’Europa, soprattutto nell’area del Mediterraneo sembrano in crisi, nel baltico sembra tirare tutt’altra aria, sicuramente meno gelida.

La Lettonia infatti conferma nel secondo trimestre del 2015 la propria crescita registrando un aumento di ben 2,6% de proprio Prodotto Interno Lordo.

Il 2015 era partito già come un anno positivo per l’economia lettone facendo registrare un aumento del PIL dell’1,2% duplicato poi nel secondo trimestre.

Una crescita che ha sorpreso gli economisti in quanto negli ultimi due anni la crescita del paese si era fermata intorno al 2%.

Sono diversi i fattori che stanno contribuendo a tale floridità dellieconomia del paese baltico, ma sono il settore dei servizi e quello manifatturiero a trainare la crescita con un rispettivo aumento del 3 e del 2 % e una crescita degli importi relativi all’Iva del 4%.

Anche il settore immobiliare lettone da tempo fa registrare una certa vitalità. Difatti secondo alcuni dati dell’Eurostat la Lettonia è uno dei paesi che ha fatto registrare i maggiori aumenti dei prezzi degli immobili con il suo 11,7%.

Un mercato immobiliare quindi particolarmente florido, nel cui successo c’è anchhe lo zampino degli italiani. I paesi Baltici sono infatti fin dagli anni 90 l’area di azione della società Pro Kapital, azienda fondata da un imprenditore italiano che da oltre vent’anni porta avanti importanti e ambiziosi progetti immobiliari, attraverso la realizzazione di alberghi, quartieri residenziali, centri commerciali, ecc.. nella zona del Mar Baltico in città quali Talli, Vilnius e Riga.

La crescita della Lettonia si è tradotta in una stimolazione della domanda interna, in una crescita del settore manifatturiero e delle acciaierie nella zona di Liepāja, che si sono tradotti in un aumento dell’occupazione e un rialzo complessivo dei salari.

Tuttavia sulla crescita lettone si affaccia lo spettro delle crisi internazionali e dei rapporti sempre più tesi tra USA, Europa e Russia. Infatti le sanzioni avanzate a Mosca e la svalutazione del rublo possono avere delle influenze negative sull’economia lettone poiché possono andare a determinare una diminuzione delle esportazioni verso la vicina Russia.

Un altro fattore che potrebbe ostacolare o rallentare la crescita lettone è, secondo alcuni economisti, un aumento progressivo quanto costante della spesa pubblica, la quale sta eccedendo gli introiti derivanti dalla tassazione.

Sempre più assicurazioni vengono fatte sul web

Di assicurazioni è pieno il mondo. Ve ne sono di tutti i tipi proposte da diverse società, spesso appartenenti a importanti gruppi bancari. Alcune di esse, come sapete sono obbligatorie, altre sono lasciate alla libertà del singolo individuo.
Tra le obbligatorie, ricordiamo la RC auto da stipularsi se si vuole circolare con il proprio veicolo a motore. Di fatto, attraverso questa assicurazione, il proprietario ed il conducente sono coperti per eventuali danni causati a terzi, nei termini dei massimali previsti.
Tra le facoltative, ricordiamo, invece, le polizze Vita, le assicurazioni viaggi o quelle sulla salute per il rimborso di talune spese mediche certificate.
Per quanto concerne le polizze Vita di cui sopra, un rapporto del 2014 dell’Associazione Nazionale Italiana delle Assicurazioni (ANIA), rivela un incremento di stipule del 30% rispetto all’anno precedente, confermando l’appeal che questo genere di assicurazione pare avere sugli italiani.
Cosa ha generato il successo di tali polizze? Sicuramente hanno contribuito più fattori:
il costante invecchiamento della popolazione
la consapevolezza della necessità di tutelarsi sotto più fronti, salute e pianificazione patrimoniale in testa
la possibilità di scegliere il proprio pacchetto di assicurazioni online
In generale, l’acquisto online ha ormai preso piede in Italia. Si compra di tutto, dal pezzo d’arredamento, all’abbigliamento fino ad arrivare all’assicurazione obbligatoria o facoltativa che sia. La maggior parte delle compagnie assicurative si è dotata di un sito dedicato su cui effettuare un preventivo rca. Con un  semplice click!
Ma quali vantaggi offre il canale online per l’acquisto delle assicurazioni?
Innanzitutto, individuata la propria esigenza, è possibile confrontarsi con il web effettuando una ricerca approfondita delle:
innumerevoli migliori offerte, quelle cioè che ci garantisco qualche risparmio
delle compagnie più affidabili, quelle cioè che con chiarezza espongono tutte le condizioni di stipula
senza subire interferenze da parte di chi, è interessato a proporci il proprio prodotto a tutti i costi.
Comparare le diverse offerte è possibile in due modi:
attraverso preventivi che, velocemente, è possibile fare compilando un semplice form con i propri dati e dichiarando le proprie necessità.
ricorrendo a qualche sito comparativo che ha già studiato approfonditamente la questione, offrendo un parere sui diversi istituti e relative offerte oppure da cui è possibile avere qualche indicazione sui punti di attenzione.
Il risparmio sembra uno dei vantaggi più interessanti che si possono ottenere acquistando l’assicurazione online. 100 o 200 euro all’anno possono rimanere a disposizione di chi decide di fare una scelta oculata sul web. Tale risparmio può essere ulteriormente incrementato, lavorando in gruppo, ovvero agendo insieme ad altri individui aventi lo stesso interesse. Come è possibile? Attraverso le associazioni dei consumatori che contrattano vantaggi per i propri associati. In fondo questo vantaggio è una naturale conseguenza del maggior potere di acquisto che si ha nell’aggregarsi!
Segnaliamo uno dei migliori siti online dove poter fare un preventivo in pochissimi e rapidi passaggi: Conte.it. In pochi minuti potrete avere un preventivo per il vostro automezzo.

Cos’è e come controllare il cambio valuta

Le recenti elezioni europee hanno sancito l’avanzata di gruppi, movimenti e partiti euro-scettici, critici nei confronti del modo in cui è stata costruita l’unione monetaria e convinti della necessità di tornare alle monete nazionali per abbandonare definitivamente l’euro, che ha prodotto, secondo loro, più danni che benefici.
Nonostante queste posizioni si stiano diffondendo sempre di più in Europa, è innegabile il vantaggio della moneta unica quando, per piacere o lavoro, si viaggia nei paesi aderenti all’Euro. Il problema di dover effettuare il cambio dalla moneta nazionale, nel nostro caso la lira, a quelle in corso di validità nei vari paesi europei, come il marco o la pesetas, è stato finalmente superato, anche se non in maniera definitiva. Infatti, esistono ancora paesi dalla forte vocazione turistica in Europa che non hanno aderito, o non lo hanno fatto ancora, alla moneta unica, di conseguenza è necessario
fare il cambio valuta. Uno di questi paesi è l’Inghilterra, che resta comunque una meta molto ambita.

Il Forex

Per capire come funziona il cambio valuta è necessario fare un accenno al mercato valutario, altrimenti noto con il nome inglese Forex – abbreviazione di Foreing exchange market. Il Forex, creato nel 1971 quando fecero la loro prima apparizione i tassi di cambio fluttuanti, si riferisce allo scambio di una valuta con un’altra, e rappresenta il più grosso mercato del mondo, con circa quattromila miliardi di dollari al giorno di attività di scambio, un volume enorme se comparato all’intero mercato azionario USA, che si aggira sui dieci miliardi al giorno. che comprende anche istituti bancari nazionali, banche centrali, mercati finanziari, broker e trader.
Caratterizzato da un livello di liquidità senza eguali nel mondo della borsa e delle transazioni finanziare, il Forex negli anni ha coinvolto un numero sempre maggiore di investitori, attratti anche dall’assenza di una sede fisica, come può essere ad esempio Wall Street – le transazioni avvengono online o telefonicamente, 24 ore su 24, cinque giorni a settimana.
Capire a pieno il funzionamento dei mercati finanziari non è proprio la cosa più semplice al mondo, ma negli ultimi anni il Forex si è “aperto” anche ai meno esperti, e gli innumerevoli banner e pop-up nei quali ci imbattiamo continuamente mentre navighiamo in rete ne sono un segnale evidente. Per essere quanto più banali è possibile, il Forex si basa sull’attività di una coppia di valute. Si effettuano delle analisi sull’andamento delle monete e si “scommette” su quella che si pensa possa acquisire maggiore forza rispetto all’altra. Ovviamente stiamo semplificando al massimo, quindi se pensate di investire nel Forex magari informatevi su qualche sito specializzato che fornisce notizie su quest’attività.

Come effettuare il cambio valuta

Tornando all’argomento principale, ovvero il cambio valuta, la questione si presenta, come accennato in precedenza, solo quando ci dobbiamo recare in paesi con una moneta diversa dalla nostra, quindi dall’Euro. Un consiglio che possiamo dare è di organizzare il vostro viaggio con largo anticipo, in modo tale da avere il tempo di seguire le fluttuazioni del mercato valutario e effettuare il cambio, ad esempio da euro a dollaro, quando è più vantaggioso. Per farlo, non è necessario essere degli esperti di mercato valutario, dovete solo andare su uno dei tanti siti che offrono il servizio di conversione gratuita da una moneta ad un’altra, inserire l’importo, e leggere il risultato. Semplice e veloce. Una volta compiuto questo passaggio, c’è da effettuare il cambio. Ci sono tre opzioni:
1) I Punti di cambio valuta, che si trovano nelle principali città italiane. Presentando un documento di identità valido, l’operatore, calcolando i tassi di cambio, effettua il cambio dalla vostra moneta a quella del paese nel quale dovete recarvi, caricando un costo di esercizio;
2) Gli istituti bancari. Questa soluzione spesso può essere meno agevole, perché, specialmente nelle piccole città e nei paesini di provincia, le banche non dispongono di valute estere nelle proprie casse. A quel punto avete solo due possibilità: girare come una trottola alla ricerca di una banca con disponibilità di monete straniere, oppure attendere qualche giorno e riprovare;
3) Non effettuare il cambio in anticipo. Oggi le principali carte di credito, bancomat e carte prepagate appartengono a circuiti bancari internazionali, e funzionano quasi in ogni Paese. Verificate la validità della vostra carta e, se utilizzabile nel Paese nel quale dovete recarvi, aspettate di raggiungere l’aeroporto di destinazione e prelevate il contante in valuta locale presso uno dei tanti sportelli ATM.
Niente panico, quindi. Una soluzione per effettuare il cambio valuta nella maniera più agevole possibile si trova sempre.

Economia e Politica: smettiamo di pensare al PIL

Siamo ormai abituati ad ascoltare ogni giorno dati sconcertanti sull’economia italiana, sconcertanti in negativo. Stiamo quasi iniziando a pensare che siamo un Paese di buzzurri inutili  destinati alla povertà ma invece in questa situazione definita crisi ci sono tantissimi paradossi.

Il primo paradosso è costituito dai dati positivi: il mondo ha fame di Made In Italy. Moda, enogastronomia, meccanica, lusso, design ogni hanno fanno volare il nostro export, eppure all’interno va tutto male. Come è possibile quindi che un piccolo ma variegato Paese che dopo la distruzione della Guerra Mondiale è riuscito in meno di due decenni a piazzarsi tra i primi 7 Paesi più industrializzati del mondo, ed il cui export è in crescita, con tante eccellenze e talenti unici sia in crisi da quasi 4 anni, ed in stagnazione da 20?

La risposta onnipresente è la politica: cattiva gestione radicata in tutti i campi, locale, nazionale ed europeo, pubblico e privato. Politici e dirigenti incompetenti in buona fede o corrotti in malafede, pronti a sacrificare gli interessi collettivi per qualche briciola in più di guadagno, o esaltati ideologi incapaci di agire e capaci solo di piegare la testa ai diktat esterni. Il risultato di tutto questo è evidente davanti ai nostri occhi: burocrazie assurde, leggi e regolamenti contraddittori, tasse elevate hanno l’effetto di scoraggiare l’investimento e l’impresa e ridurre i consumi, distruggendo il mercato interno. I politici lanciano slogan e proposte ogni giorno inseguendo miracolosi aumenti di PIL e riduzioni del debito pubblico senza mai centrare lontanamente le necessità del Paese e nemmeno gli obiettivi che si propongono. Quello che manca per “uscire dalla crisi” e riavere una economia che funzioni, aldilà di calcoli sul PIL e previsioni statistiche sono tante cose tra cui:

– Politiche attive a favore dell’economi sopratutto partendo da semplificazione della burocrazia e delle riduzione delle tasse. Eliminazione di imposte antiquate e controproducenti o di licenze troppo complesse (emblematici i casi in alcuni Comuni in cui il gestore di una pizzeria da asporto viene multato per aver portato al tavolo una pizza ad un amico prima della chiusura senza avere la licenza per il servizio ai tavoli).

– Sensibilizzazione di tutti i cittadini nel rifiuto di ogni forma di corruzione e nel sostegno all’Economia nazionale con l’acquisto di prodotti italiani. Migliorare il senso civico di ogni italiano, dal lavoratore allo studente fino al politico può essere fatto non solo tramite sanzioni pesanti per chi sbaglia ma anche accompagnando con incentivi chi è ligio al dovere (ad esempio sconti fiscali a chi paga sempre le tasse per decenni e non come accade al contrario grazie e sconti ai grandi evasori e mazzate al povero contribuente con un reddito medio che sbaglia il calcolo di pochi euro e si ritrova con migliaia di euro di multa)

Lotta ai privilegi di casta.

– Maggiore peso internazionale nel proporre politiche economiche condivise anziché subire diktat

Iniziare a camminare in queste direzioni servirà a dare una bella scossa al sistema riattivando l’economia del Paese e agevolando il suo funzionamento. Previsioni sul PIL, con tutto il rispetto non indicano una cosa: un Paese può avere un PIL in forte crescita ma allo stesso tempo avere metà della popolazione sul bordo della povertà come accade in tanti Paesi “in via di sviluppo”. Senza un sostegno diretto e coraggioso all’Economia Interna, un Paese può essere protagonista sulla carta della scena internazionale ma è funzionale solo a pochi gruppi di potere ed oligarchie economico-finanziarie. Molte delle Riforme proposte fino ad adesso sono incentrate più su quell’ottica, quella di fare bella figura nelle statistiche e negli indicatori, senza peraltro riuscirci, che per avere un effetto reale nella vita dei cittadini.

Le notizie sul PIL che cala o che cresce di 0,5% o poco più, diffuse con tanta importanza, dovrebbero essere secondarie a quelle del numero di famiglie che si impoveriscono e se è pur vero che più PIL significa più lavoro, questo non è sempre correlato a stipendi che permettano di affrontare il costo della vita e tasse eque che corrispondano a servizi degni di un Paese Europeo con una tassazione così elevata. Altrimenti sono solo parole.