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Donne e tecnologia: il ruolo delle materie STEM

STEM è l’acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics, coniato negli Stati Uniti agli inizi del 2000. Comprende tutte quelle specializzazioni che gravitano intorno a queste materie e che rappresentano il futuro del mondo del lavoro e dei rapporti interpersonali. Al centro di tutto ci sono i numeri e la loro interpretazione in un contesto sempre più digitale e iperconnesso. Che rapporto c’è in Italia tra donne e tecnologia? Dal punto di vista dei numeri che arrivano dalla formazione universitaria non sembra che corra buon sangue, con 12 laureate su 1000 nelle discipline scientifico/matematiche e, se ci si sposta nel mondo del lavoro il gap è ancora più ampio con 1 donna su 5 come manager in materie STEM e uno stipendio inferiore del 25% rispetto ai colleghi maschi.


Le donne che scelgono una laurea in ingegneria, in fisica o in matematica sono ancora troppo poche e le ragioni di questo distacco dalle materie matematiche affondano le proprie radici in pregiudizi ancora esistenti e in un sistema culturale che ancora ritiene le donne più portate per materie umanistiche e gli uomini per i calcoli. Eppure, restando nell’orbita dei numeri, le donne si laureano prima degli uomini e con voti più alti e sin dalle elementari ottengono voti più alti in materie scientifiche. Negli ultimi anni inoltre personaggi come Samantha Cristoforetti hanno rappresentato un ottimo stimolo per le ragazze a credere di poter raggiungere le vette della scienza. Il potenziale dunque c’è, bisogna solo incentivarlo andando a modificare il sistema pedagogico del nostro paese. Bisogna trattare sin dalle elementare i maschi e le femmine allo stesso modo, facendo leva sulle attitudini di ciascuno senza pregiudizi.


Le donne poi crescendo non devono sentirsi inadeguate a coprire certi ruoli e quindi non pronte a scegliere determinate specializzazioni. La formazione universitaria ha numerose opportunità e si possono approfondire le materie di studio anche con approcci innovativi, come i corsi telematici.  Iscrivendosi ad Università come Unicusano infatti si può conseguire la laurea a distanza, seguendo i corsi da casa in piena libertà.
L’accostamento donne e tecnologia non ci sembrerà così distante se ci sarà il superamento di questo blocco e il consiglio è proprio quello di dedicarsi allo studio delle materie STEM perché rappresentano le 4 lettere del futuro.

IL RUOLO DELLE MATERIE STEM
Secondo lo studio “European Girls in STEM”, condotto da Microsoft, le donne italiane interessate a queste materie sono il 41,7%, eppure solo il 12,6% sceglie lauree in materie STEM, il 6,4% lavora nell’ICT e il 13,3% nei settori dell’ingegneria. Il lavoro dunque deve essere rivolto innanzitutto ad infondere nelle ragazze la consapevolezza di poter arrivare a livelli altissimi anche nel mondo della matematica e delle scienze, e poi di creare dei modelli in grado di stimolare l’interesse individuato, limando i pregiudizi di genere. I numeri e le analisi dei dati sono una grossa occasione per mettere sullo stesso piano uomini e donne, perché la partita sui numeri non si può che giocare alla pari. Del resto, la matematica non è un’opinione!

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